LORIN MAAZEL «Il mio cuore batte sempre per Rachmaninov»

Programma dedicato al compositore russo

Torna l' ultimo sciamano della musica. Uno dei grandi sulla scia dei Kleiber e dei Klemperer, di quelli che vantano vissuto, esperienza, tenacia, lunghi tirocini, background culturale. Mentre adesso, sostiene Maazel, la parola d'ordine è «giovani» per le bacchette e «autogestione» per le orchestre.
Il maestoso e affascinante padrone di ogni partitura Lorin Maazel manca dalla programmazione della Filarmonica da quindici anni. Ma in cambio è presente con particolare insistenza alla Scala. Che appunto della Filarmonica è la casa. Qui, nell'aprile 2006, saliva sul podio dei Sinfonici, sulla grande pedana operistica con una Tosca che gli ha appena meritato l' Abbiati, e ripassava un mese dopo alla guida della sua New York Philharmonic. Con la quale, alternandosi a Muti, avrebbe inaugurato subito dopo Ravenna. Dopo la Traviata prevista in luglio, nel 2007-8 Maazel è al Piermarini con il suo «1984», da Orwell. L'opera di grande impatto per fruibilità musicale e attualità d'argomento (il Grande Fratello) presentata a Londra nel 2005. Allora meritò schiere di giovani. Ma anche il pollice verso della critica per l'accesso di citazioni, cliché, contaminazioni. Tanto che l'indomito settantasettenne Lorin adesso ci riprova, ma in modo diverso. Annuncia una nuova opera di carattere assai più leggero. Intanto, mentre sta per scadere il suo incarico di principale alla New York Philharmonic e si apre una successione già parzialmente passata nelle mani di Muti e di una serie di altre bacchette a rotazione, Maazel riconferma anche il suo impegno con quell'orchestra bella e «faticosa», ma soprattutto annuncia il rinnovato interesse per il teatro in musica, direzione Met.
La mecca operistica nuovayorchese dove dopo un numero imprecisato di decenni (quattro ?) sta approdando con una Valkiria 2008. Ma intanto l'eterna giovinezza dell'ex enfant prodige italo-francese, che sostiene di amare l'America, i suoi cieli e le sue ingenuità, produce evento su evento. Incluso l'imminente tour «toscaniniano» con l'ormai sua Symphonica Toscanini (già Fondazione Toscanini) preceduto, in agosto, da un'Aida formato concerto sul «toscaniniano» Lago Maggiore. Insomma, dal giorno in cui Toscanini, lui undicenne, gli mise una mano sulla testa e disse «Dio ti benedica», Dio non se n'è proprio dimenticato. Benedicendo anche il suo privato con la grazia di sette figli e tre mogli.
Il programma di oggi, Filarmonica e Serge Rachmaninov Foundation, è un tutto Rachmaninov. Autore del quale Maazel incise l'integrale sinfonica con i Berliner. Una scelta un po' controcorrente, perdurando la diffidenza di molti nei riguardi di un compositore «troppo» ancorato alla tradizione e del tutto estraneo alle avanguardie. Sui leggii il poema sinfonico «La roccia», il Rach3 immortalato da Shine (Concerto n.3), la Sinfonia n.3. Il pianista, che arriva dal Lago Baikal come Nureyev, è Denis Matsuev, un virtuosissimo anche virtuoso di jazz.
Lorin Maazel
stasera ore 20
teatro alla Scala
info: 02-72023671
biglietti: 5-85 euro