Loris, 276 gare ma non sentirle

10 a VALENTINO ROSSI, l'unico capace di mettere pressione a Casey Stoner, uno apparentemente insensibile a qualsiasi torchiatura. Come era già successo a Laguna Seca, anche a Brno in prova Rossi aveva un passo meno efficace del rivale, ma in gara Valentino si trasforma e batterlo diventa difficilissimo. E adesso il mito Giacomo Agostini è lì, con solo una vittoria in più nella classe regina: roba da brividi.
4 a CASEY STONER, finito a terra al settimo giro per tentare di scrollarsi di dosso Rossi. Un errore che lo rende umano, dopo che a tratti, in questa stagione, era sembrato un extraterrestre. Guida in modo incredibile, prende rischi pazzeschi, ma è la prima volta che non conclude un Gp da quando guida la Ducati. Insomma, un errore ci sta, ma questo, purtroppo per lui, sembra decisivo per il mondiale.
8a TONI ELIAS, secondo al traguardo dopo tante gare corse nelle retrovie. Toni è uno così, quando gli scatta la molla diventa incontenibile. Nel 2006 strappò il successo sul traguardo dell’Estoril a un certo Valentino Rossi, ma poi non se ne sentì più parlare, o quasi. Con la difficilissima Ducati sembrava in grande difficoltà, ma al contrario di MELANDRI (voto 5) non si è dato per vinto ed è risorto.
8a LORIS CAPIROSSI, che a 35 anni e dopo 276 GP (è un primato) continua a combattere come un ragazzino. Il suo terzo posto è inaspettato, quanto meritato, come la seconda posizione di Elias. Per certi versi, è perfino commovente.
2 alla MICHELIN: è colpa della Casa francese se nel 2009 il motomondiale diventerà monogomma (Bridgestone). Un disastro non preventivabile e inammissibile per un costruttore delle sue dimensioni, che rischia di trasformare le ultime gare in un calvario per chi ha la sfortuna di utilizzare le Michelin.