Loris: «Il segreto? Mi sento un debuttante»

Capirossi crede ancora al titolo: «Può succedere di tutto. Macché Pedrosa, nel duello il vero anti-Rossi resto io»

da Brno
Il lunedì di prove dopo un GP è generalmente piuttosto tranquillo: prima delle 10 non si vede nessuno ai box e i piloti provano con poco entusiasmo, indipendentemente dal risultato della gara. Questa volta, però, è diverso e il dopo Brno è decisamente più frizzante del solito, specie per il dominatore della Rep. Ceca, Loris Capirossi, al muretto a bordo pista già alle 8.20 del mattino.
«Dopo le gare – svela – non dormo mai, probabilmente perché cala l’adrenalina. Alle tre e mezza ero già con gli occhi spalancati e di buon ora ero dentro al box a vedere la Ducati 800, la moto che useremo nella prossima stagione. Io mi emoziono sempre quando ci sono delle novità».
Parliamo di questo incredibile successo.
«Sicuramente è stato straordinario, ma era anche prevedibile. Se uno analizzava attentamente i dati delle prove, capiva che ero io il favorito, siamo stati i più bravi a preparare la gara. Ero sicuro di poter fare tutto il GP con un ottimo passo, ma pensavo che gli altri mi venissero dietro. Invece ho fatto il vuoto».
E adesso?
«E adesso si ricomincia da capo. Fa parte del mio carattere: mi godo al massimo la felicità del momento, ma dal giorno successivo comincio a pensare alla prossima gara».
Che sarà in Malesia dove l’anno scorso ha vinto; poi si andrà in Australia, altra pista favorevole, quindi in Giappone, dove ha trionfato: insomma, le prospettive sono positive.
«Diciamo che non sono circuiti sfavorevoli, ce la possiamo giocare anche lì. Ma parlare di queste cose porta sfortuna».
Quindi ci pensa alla possibilità di vincere il mondiale?
«Il campionato è chiuso quando lo dice la matematica, quindi per il momento è ancora aperto, può succedere di tutto».
Ma Nicky Hayden è meritatamente in testa?
«La classifica è sempre veritiera. Se sei al comando è perché te lo sei guadagnato, qui nessuno ti regala niente. Se Hayden vincerà il mondiale sarò il primo a dire che è stato il più bravo. Forse non è il pilota più forte in assoluto, ma è costante e non cade mai: conta anche questo».
Secondo lei adesso sentirà la pressione?
«Se io fossi in testa con un vantaggio come quello di Hayden, sarei gasato come una bestia, altro che sotto pressione! Ma forse è anche una questione di esperienza».
Quella che ancora manca a Pedrosa: come giudica il duello di domenica con Rossi?
«Pedrosa è forte, al primo anno in MotoGP sta facendo cose fantastiche, ma gli manca quel pizzico di esperienza che accumuli con gli anni. Daniel è veloce, ma quando c’è da fare sul serio, Valentino è sicuramente più bravo e credo che nel testa a testa Rossi abbia più paura di me che di Pedrosa. Fra me e Vale c’è un bel rapporto e stima reciproca: io so che lui mi può battere, ma anche Valentino sa che io lo posso sconfiggere».
Da domenica lei è il pilota che ha vinto l’ultima gara a maggiore distanza dalla prima, esattamente 16 anni e 15 giorni dopo: che effetto fa?
«È bellissimo. Mi ricordo ancora quando nel 1990 vinsi la mia prima gara a Donington con la Honda 125. L’emozione è sempre la stessa, è questo il mio segreto: a 33 anni ho la stessa voglia di andare in moto di un debuttante».
Un pilota straordinario, Capirossi, dotato di un coraggio fuori dal comune che fa sognare gli appassionati. E il suo più grande tifoso è l’ingegnere Filippo Preziosi, il papà della Desmosedici GP6.
«Siamo a cinquanta punti dalla vetta – dice Preziosi –, ma se non fossimo capace di sognare non saremmo qui». In Ducati ci credono: il finale di campionato si annuncia entusiasmante.