«Con loro due pareggi Ora ai miei giocatori ho chiesto la vittoria»

da Roma

Spalletti, quello con la Juventus è il primo vero esame di maturità?
«Si, ma ce ne saranno diversi e alcuni ci sono già stati. Certo che una partita così va oltre il calcio giocato, è un match emozionante per tutti».
Zico ha detto di averla copiata per battere l’Inter, Ranieri ha elogiato lei e la Roma. Ne è orgoglioso?
«I complimenti fanno sempre piacere, ma il segreto è semplice: quando hai giocatori importanti, basta lasciar esprimere le loro capacità».
Cosa teme della Juve?
«La storia, la tradizione e i grandi calciatori come Del Piero, Nedved e Buffon, che sono riusciti a trattenere nonostante quello che è successo. E temo Ranieri, un grande allenatore che ha fatto bene ovunque e può insegnare a tutti come si allena».
Come si fermano i bianconeri?
«Facendo quello che sappiamo fare, ma stando attenti alle loro qualità. E non dimenticando l’amichevole di Cesena, che ogni tanto riguardiamo. Per la verità, domattina (stamattina, ndr.) rivedremo l’ultima loro partita».
L’anno scorso le è mancata questa sfida?
«No, ne abbiamo giocate altre molto importanti».
Il suo bilancio con la Juve è di due pareggi e undici sconfitte. In campionato è la sua bestia nera...
«Fare due pareggi non è male, ma vorrei vincere. Chiederò ai miei calciatori di farmi questo regalo».
È stato mai vicino ad allenare i bianconeri?
«No, mi hanno sempre cercato in pochi e quando lo hanno fatto ho dato la mia disponibilità, come con la Roma».
Le sta più simpatica la Juve del dopo Calciopoli?
«Visto quanto è uscito, a questa do più fiducia».