Lotito: «Chiederemo un risarcimento»

Marcello Di Dio

da Roma

Dalla pesante richiesta del procuratore Palazzi (la B con 15 punti di penalizzazione) alla pena più mite decisa dalla Corte federale: una A con una partenza ad handicap da -11 e niente Coppa Uefa, visto che il piazzamento della squadra capitolina - nella nuova classifica riscritta dal tribunale sportivo - è il sedicesimo. In casa Lazio si sorride a metà: è parzialmente soddisfatto l’avvocato Gentile, non lo è affatto il presidente Claudio Lotito, nonostante gli sia stato inflitto un anno in meno di inibizione.
L’andamento del titolo in Borsa era stato un ottimo presagio: le azioni sono volate a +17,5 per cento. E fuori dall’Hotel Parco dei Principi un boato accoglie la notizia del «salvataggio» della Lazio: un centinaio di tifosi biancocelesti, schierati davanti all’albergo, gridano, si abbracciano, piangono, sventolano le bandiere con l’aquila ma, soprattutto, insultano Lotito (refrain di tutta una stagione, ndr) invitandolo ad andarsene rapidamente. Presto inizierà la campagna degli ultras per boicottare il rinnovo degli abbonamenti. E la voce che gira, dopo la sentenza di ieri sera, è proprio un disimpegno dell’imprenditore romano, «condannato» a due anni e mezzo di inibizione da qualsiasi carica e a 30mila euro di ammenda (il triplo di quanto richiesto dalla Caf una decina di giorni fa). Lotito promette già battaglia: «Non sono assolutamente soddisfatto, confidiamo di far venire alla luce la verità. La Lazio non ha violato alcuna norma. E il fatto di non disputare la Uefa conseguita sul campo, non è in linea con la verità. Credo sia giusto per una società quotata in borsa difendersi in tutte le sedi opportune. E aggiungo che qualora le scadenze non consentissero verdetti in tempi adeguati, c’è sempre la possibilità di richiedere risarcimenti». C’è dunque da aspettarsi un ricorso, che per la penalizzazione del club e per le pene dei tesserati è intanto previsto dall’ordinamento sportivo nella camera di conciliazione del Coni.
Più cauto l’avvocato della Lazio Gian Michele Gentile: «È stata una vittoria del dialogo e delle difese. Sono state penalizzate più le persone che le squadre. Ora valuteremo se sarà il caso di andare avanti o no, dobbiamo leggere le motivazioni». Motivazioni che arriveranno, come ha comunicato il presidente della Corte federale Sandulli, entro il 10 agosto. «È la fine di un incubo», dice l’altro legale della Lazio Ugo Longo, che aveva svolto una delle arringhe difensive nel processo d’appello. In casa biancoceleste è stata accolta con sorpresa la squalifica dello stadio Olimpico per due giornate, condita anche dalla pesante ammenda di 100mila euro.