Lotito a Mazzini: «Della Valle mi ha fatto proposte da bandito»

GIAN MARCO CHIOCCI ALESSIA MARANI Ecco la «Cupola» del pallone, la «Cosa nostra» nel calcio. Nient’altro che un’organizzazione a delinquere ristretta a poche persone, in grado di condizionare il mondo del football nell’interesse della Juventus e di società, di volta in volta, ammesse a Corte. Un gruppo di potere affiatato, segretissimo. «Fondato sull’omertà», per dirla con i carabinieri. Che minaccia gli arbitri, blandisce i giornalisti, impone a Lippi i giocatori da convocare, ai fischietti quelli da espellere. Un «sodalizio criminale» - scrivono i pm napoletani nelle 26 pagine dei 41 avvisi a comparire - capace di alterare i risultati, decidere i campionati, stabilire chi far retrocedere, chi salvare, chi mandare in coppa (sono 20 le partite «sospette» nel campionato 2004-05). Dalla sua la Cupola vanta designatori amici, dirigenti amici degli amici, arbitri e guardalinee più che amici: tutti allineati e coperti, «collegati» fra loro (con utenze riservate) nonché con l’associazione-arbitri e l’ufficio indagini della Figc. E chi non rientra nel giro? Perde sul campo, oppure viene sistematicamente punito, spaventato, «mascariato» in tv: Zeman è uno di questi. Come l’arbitro Paparesta «rinchiuso» a forza negli spogliatoi da un furente «Lucianone» dopo la sconfitta della Juve con la Reggina (da qui l’ipotesi di reato di sequestro di persona a carico dello stesso Moggi e di Giraudo). Quel che emerge, dunque, dal primo documento ufficiale (di cui pubblichiamo ampi stralci) dell’inchiesta partenopea è uno sport sporco che più sporco non si può: dove persino i moralizzatori alla Della Valle finiscono indagati e dove i calciatori sembrano essere un optional rispetto ai veri giocatori, seppur bari, del campionato di Serie A Tutto nasce qui
Secondo il verbale della Procura di Napoli «le persone indagate si associavano tra loro e con persone in corso di identificazione, avendo già nel passato (Campionato di calcio di serie A 1999/2000) condizionato l'andamento del campionato stesso sino al penultimo incontro di calendario Juventus-Parma, terminato 1-0, arbitrato da Massimo De Santis, e non riuscendo nell'intento di garantire alla Juventus l'esito finale, in quanto gli accordi illeciti già stabiliti vennero compromessi dal clamore suscitato provocato dall'arbitraggio apertamente favorevole alla squadra torinese da parte di De Santis, secondo l’intercettazione di una telefonata tra il dirigente del Milan Leonardo Meani e l'arbitro Pierluigi Collina in cui il primo racconta quanto riferitogli da Carlo Ancelotti, all'epoca allenatore della Juventus, non solo circa il fatto che Moggi ogni giovedì conoscesse già in anticipo l'esito dei sorteggi arbitrali, ma anche in ordine alla fase finale di quel campionato («al tempo della famosa partita, quella di... e di Perugia, dice la torta era stata era pronta e... perché è venuto fuori il casino, alla partita col Parma, lì cioè è venuto fuori il casino, i giornali sono esplosi, ma se non viene fuori quella roba lì, la cosa era fatta, dopo, invece lì... sai si è ribaltato il tutto perché è scoppiata è scoppiata la bomba, no?... ma se no...»)
I consigli di Moggi
Luciano Moggi si consulta con l’allora designatore arbitrale, Paolo Bergamo. Ci sono gli arbitri da nominare per le partite di serie A. Telefonata intercettata il 9 febbraio del 2005.
Moggi: «...ora invece ti dico quello che mi ero studiato io».
Bergamo: «...vediamo cosa torna con quello che ho studiato io!»
Moggi: «...vediamo un pochino se....»
Bergamo: «...vediamo chi ha studiato meglio... Chi ci metti in prima griglia di squadre? Di partite?»
Moggi: «...aspè...fammi piglià il foglietto! Perchè io me la son guardata oggi per bene... Allora io ho fatto: Inter-Roma».
Bergamo: «...sì...»Z
Moggi: «...Juventus-Udinese»
Bergamo: «...sì...»
Moggi: «Reggina-Milan».
Bergamo: «...sì...»
Moggi: «Fiorentina-Parma, che non può non esse non messa qui; e Siena-Messina».
Bergamo: «...sì...»
Moggi: «...ho fatto di cinque, ma si po fa anche di quattro però! Non è che, però, Siena-Messina mi sembra una partita abbastanza importante! Mi sembra, eh?».
Bergamo: «poi c'è anche Livorno-Sampdoria che all'andata c'è stato casino! Comunque, vabbè! Vai avanti, tanto questo... cambia poco!».
Moggi: «...so squadre che ...so squadre Livorno e Sampdoria che in pratica so un po più tranquille!»
Bergamo: «Uhhh! Insomma! Mhà! Vabbè, vai! Tanto questo cambia poco, se ne po aggiungere anche una volendo, però arbitri per la 1a fascia ce ne ho pochi! Dimmi!»
Moggi: «Io c'ho messo: Bertini...»
Bergamo: «...uh...»
Moggi: «...Paparesta che ritorna...»
Bergamo: «...no, Paparesta non ritorna!»
Moggi: «Ritorna venerdì!»
Bergamo: «Ma sei sicuro?»
Moggi: «Sicuro!»
Bergamo: Ma se mi ha detto Gigi che questo impegno con l'Uefa lo tiene fuori fino al 12?
Moggi: «...ehm... ti ha detto una ca...ed il 12 quand'e?»
Bergamo: «...sabato!...»
Moggi: «No, no, lui ritorna venerdi sera!... Bertini, Paparesta, Trefoloni, Ragalbuto, ci avevo messo Tombolini, però Tombolini poi ha fatto casino con la Lazio, non so questo qui com'è, cioè ha fatto casino, ha dato un rigore...»
Bergamo: «...uh...»
Moggi: «...e questi erano gli arbitri che io avevo messo in questa griglia!»
Bergamo: «...e Rodomonti al posto di Tombolini, no?»
Moggi: «....o Rodomonti al posto di Tombolini, va pure bene!»
Bergamo: «...ed allora s'era fatta uguale, vedi!»
Moggi: «...io, io, credo...credo che questa qui possa essere una griglia....una griglia».
Bergamo: «...cioè io non c'ho Paparesta. Io ce ne avevo 4. C'avevo: Bertini, Racalbuto, Rodomonti e Trefoloni! E sinceramente Tombolini volevo tenerlo un turno fermo perchè ha sbagliato, sennò questi non li punisci mai?»
Moggi: «...si ...si ...no, no, no...Eh... oh? Guarda, ora ti dico... può darsi pure che io mi sbaglio, io pure c'ho della gente da tenè sotto, no? Se tu, per esempio, non punisci Collina e Rosetti, gli altri sono tutti autorizzati...
Bergamo: «....ma infatti, io Collina e Rosetti non ce li ho mica messi, eh?
Moggi: «...No, per dirti Ma gli altri sono autorizzati a dire: se lo fanno loro possiamo farlo anche noi, non ci devono rompere i coglioni!»
Bergamo: ...io ce li ho scritti: Bertini, Rodomonti, Trefoloni, poi te me dici Paparesta, meglio! Paparesta arriva e si fa arbitrare! L'importante è che arrivi di venerdì perchè Inter-Roma anticipa al sabato!
Moggi: No, no venerdi sera lui arriva! No, no, non ci sono problemi....
E ancora Moggi: «...Io credo... credo che questa qui non abbia... non abbia nessun problema questa griglia! Penso! Lo penso io, poi sai, nel calcio non si sa mai, se son problemi o meno, però...»
Bergamo: «...no, ma anch'io ci credo a questa qui, eh... l'unica cosa, non mi interessa nemmeno che Bertini va a fare Reggina-Milan che è la sesta volta del Milan e... da quel momento sarà poi precluso! Pazienza, oh! Non farà Milan-Juventus ma non è questo che ci preoccupa! Perchè tanto ha già fatto l'andata, quindi!.
«Aiutiamo la Lazio»
Spunta il nome di Franco Carraro che per la partita Chievo-Lazio (0-1) del 20 febbraio, sesta di ritorno, spiegherebbe a Paolo Bergamo la necessità di «dare una mano alla Lazio». Una circostanza comunicata da Bergamo a Pairetto, altro designatore, e da Mazzini, vice presidente della Figc, allo stesso Pairetto («...mi ha cercato Lotito, voleva sapere, lui aveva parlato con Carraro, credo venerdì, sulla richiesta di attenzione verso il suo caso, perchè tu sai è uno dei portabandiera di pro Carraro, pro Galliani, ma Carraro v'ha detto qualcosa e non v'ha detto niente?... cerca di capire Gigi, lui vuole sapere soltanto se Carraro vi ha detto qualcosa, di tenere in considerazione la posizione della Lazio e sua, perchè lui sta facendo tanto...»)
Mazzini telefona a Lotito in merito all'intervento di Carraro. Lotito: «Quindi lui ci aveva parlato?... questo è un fatto positivo, allora significa che è leale con me...»; ed ancora «...ma l'ha fatto specificamente o genericamente?».
Mazzini: «No, no... me lo ha confermato, non solo... ma è un intervento pressante».
Il secondo interessamenteo di Carraro per la Lazio sarebbe relativo a Lazio-Parma (2-0) arbitrata da Messina.
Mazzini telefona a Lotito: «...Bisogna salvarsi in tutti i modi, eh?...».
Lotito: «...aoh, domenica ho il Parma eh? Che è importante».
E, in un'altra telefonata, Mazzini dice: «Ti arrestano... ti arrestano«.
Lotito: «...Aho? E perchè mi devono arrestare?...».
Mazzini: «Chiediglielo a quelli del Parma... chiediglielo a quelli del Parma!...».
Il terzo incontro è quello vinto a Bologna per 2-1. Secondo l'accusa la designazione di Tagliavento era stata predeterminata da Carraro, Bergamo, Pairetto, Mazzini e Lotito. Il presidente della Lazio dice: «...il problema adesso è a Bologna... stammi a sentire... guarda che Bologna è importante, sai perchè o sai che m'ha fatto Gazzoni... lo sai che mi ha detto... domenica vicino a me? Ti faccio una dichiarazione al vetriolo...dico vabbè... fai la dichiarazione».
Mazzini: «Te fai la dichiarazione... noi ci prendiamo i punti».
Un dossier su Della Valle
Per danneggiarlo nella corsa alla presidenza della Lega calcio Diego Della Valle, presidente onorario della Fiorentina, sarebbe stato vittima di un tentativo di screditarlo attraverso veri e propri dossier. Telefonata intercettata il 3 dicembre 2004. Mazzini a Moggi: «Allora due mie strette conoscenze qui di Firenze... hanno una documentazione molto molto riservata ma molto... interessante... che loro son disponibili a vendere... sull'intrallazzo che il signor Della Valle ha fatto con il sindaco su certe operazioni di vendita di immobili qui a Firenze in maniera truffaldina... loro sono disponibili a dare la documentazione con soldi naturalmente ...ad un plenipotenziario di Galliani... o chiunque esso sia... ora, sarò vero o non sarà vero, però merita di andare a vedere secondo me».
Il 22 dicembre ancora una telefonata tra i due.
Moggi: «Lavora per quella cosa là, fammi sapè qualcosa, dai!».
In un'altra Mazzini spiega: «...io tra oggi e domani vedo quegli amici che potrebbero avere delle cose interessanti». Moggi: «...io cambierò spesso al telefonino, no?...per evità che... che mi localizzino... però tu adesso, una preghiera...questo qui è un numero che non devi dà a nessuno!».
Mazzini, successivamente, rivela a Moggi: «...hanno dei documenti strani in mano... loro vogliono mandà via Della Valle».
«Proposta da bandito»
Diego Della Valle, sempre secondo intercettazioni, avrebbe contattato il presidente della Lazio Claudio Lotito per accordarsi sul risultato della partita Lazio-Fiorentina, ricevendo però un rifiuto.
Lotito, riferendosi a Della Valle, dice a Mazzini: «Mi ha fatto una proposta da bandito, hai capito quale?».
E Mazzini: «Quando giochi? Fra un pò di partite?».
Lotito : «Sì, ma io... non ti permettere, guarda, non ti permettere veramente con me perchè ti prendo a calci in culo fino a dopodomani».
«Abbiamo un problema»
C’è Chievo-Fiorentina, finisce 1-2. Le pressioni dei viola sarebbero arrivate attraverso un accordo con Mazzini con l'assenso di Moggi affinchè fossero sensibilizzati i designatori arbitrali Bergamo e Pairetto. Obiettivo: garantire la permanenza in A della Fiorentina.
Andrea Della Valle telefona a Mazzini. «Ti volevo salutare per quel discorso di domani poi dopo chiamerà Diego».
Mazzini: «É importantissimo... che arrivi al nostro amico un messaggio da voi, perchè doman l'altro ci sono le griglie... la partita è decisiva»
Andrea Della Valle, riferendosi a Bergamo, dice: «Allora domani tanto lo faccio chiamare, tu però avvertilo che abbiamo questo problema».
Due giorni dopo Mazzini parla con Mencucci e riferendosi alla designazione di Paolo Dondarini dice «ti lamenti ancora?».
E Mencucci conferma: «Bel lavoro, ho visto».
I Della Valle poi si attivano anche per predeterminare un risultato di parità nella partita Lecce-Parma, finita 3-3. Lo stesso Moggi avverte dell'importanza di questo risultato Diego Della Valle: «Il problema... adesso voi dovete forzare la mano in una certa maniera per avere quantomeno un qualcosa di giusto perchè è l'ultima giornata».
Il 29 maggio Mazzini dice ad Andrea Della Valle: «L'equipe ha funzionato bene».
«Addosso a Zeman»
Ce n’è anche per Zeman, il grande accusatore della Juve. Moggi a Giraudo: «Bisogna... bisogna fargli qualcosa, non so un sistema, peccato che... bisogna dargli una legnata... bisogna prendere le emorragie dandogli un danno a questo qua, inventandocì qualcosa, portandogli via un giocatore, trovargli qualche...». Poi Moggi si lamenta con Biscardi: Biscardi: «Zeman lo faccio stangà da Riva...», Moggi: «... Ma vogliamola una bella cosa? Andiamogli addosso di brutto».
«Ho chiuso l’arbitro»
Dopo la sconfitta della Juventus con la Reggina Pietro Ingargiola, osservatore Aia, telefona a Lanese. Gli racconta di un’incursione negli spogliatoi di Moggi e Giraudo, ce l’ahanno con la terna arbitrale che li avrebbe danneggiati: Ingargiola: "... Cumpà; quello che ho visto io in vita mia non l'ho mai vista una cosa del genere, cioè entrano Moggi e Giraudo... Moggi lo minaccia col dito, col dito agli occhi... a gridare, lui e Giraudo, e a dirgli al guardalinee: Tu sei scandaloso come è scandaloso il rigore che non hai dato. A Paparesta gli ha detto: con te non abbiamo fortuna, almeno tu sei quello di sempre... »
Moggi spiega a una donna non identificata cosa è successo: «Ho chiuso l'arbitro nello spogliatoio e mi sono portato le... le chiavi in aeroporto... Ora li apriranno! Butteranno giù la porta!!!»
Poi Moggi si lamenta con Giraudo: «Poi ho parlato con Paolo e con l'altro... devono essere fermati».
Giraudo: «Per me devono massacrarli... Devono massacrarli sia a Coverciano che poi non farli... per due mesi... due mesi devono star fuori?»
Moggi: «... le moviole le movimento tutte! A parte il fatto che non ce n'è neppure bisogno, lo fanno da soli, ma li alimento io stavolta».
Pressioni su Lippi
Secondo le intercettazzioni Moggi avrebbe suggerito al ct Marcello Lippi «specifiche indicazioni sulla composizione della formazionedella nazionale italiana di calcio anche in relazione ai contingenti interessi della Juventus». Nel corso di una telefonata datata 12 ottobre 2004, intercorsa tra Moggi e Giraudo, «si fa riferimento ad una precedente conversazione con Lippi, in cui il primo aveva dato disposizioni tecniche sulle scelte della formazione». Due giorni più tardi Moggi e Lippi si sentono al telefono: il ct della Nazionale «chiede a Moggi rassicurazioni in ordine alle scelte fatte, con particolare riferimento all'esclusione di Cannavaro, richiesta da Moggi».
«Mi serve il minimo»
Luciano Moggi parla con una persona non identificata. Si parla di ammonizioni per giocatori prossimi avversari della Juventus: «...... eh, ma a me quello che mi serve è... è... è Fiorentina-Bologna... il minimo...eh....eh....quello, quello mi serve in particolare e poi.. .ehm. . .ehm.. . mi serve . .. eh... il Milan, di avanzare ...ehm...ehm...nelle...nelle ammonizioni per far fare le diffide, insomma»
«Lascia il telefono acceso»
C’è Roma-Juventus, finisce 1-2, Paolo Bergamo si raccomanda alla Fazi, per il quarto uomo Gabriele Marco. «... senti ho bisogna di una cortesia... mi dai una telefonata a Francesca (moglie di Gabriele), e gli dici che questa sera lui lascia un telefonino attivo... in maniera tale che se ci fosse bisogno di qualcosa... tra il primo e il secondo tempo... o anche lui se lo porta in campo va bene uguale... tanto li... il.. eventualmente lo chiamo solo io insomma... ci potrebbe essere bisogno di qualcosa...».
«Lavoro eccezionale»
Siena-Milan finisce 2-l, l’obiettivo è fermare i rossoneri in corsa con la Juventus per lo scudetto. Conversazione tra Mazzini e Giraudo dove il primo, al fine di esaltare le capacità e soprattutto la potenza del gruppo, ricorda all’interlocutore il lavoro «.. eccezionale...» fatto da Bergamo: «...però... però devo dire a Siena il nostro amico è stato eccezionale!...»
«Se non c’era lo zio»
Gabriele Contini, appena designato assistente per Milan-Brescia, telefona al dirigente del Milan Leonardo Meani per concordare un incontro a cena dopo la partita; il dirigente si vanta: «Se non c'era zio, però... sempre eh?...» e Contini gli risponde con una risata. E sulla designazione di Puglisi per Milan-Chievo, c'è una conversazione telefonica tra i due designatori, Bergamo e Pairetto, dove il primo sottolinea che «uno che già due mesi che dovevano averlo messo e c'è stata qualche pressione... quindi... si mette Puglisi a fare Milan-Chievo... Ehm, ieri si è sbagliato e quindi questi dicono: perché ci penalizzate? ehm, cioè, con me non hanno parlato, eh? Ti dico la verità, hanno chiamato... Gennaro». Gabriele Contini poi attribuisce all’assistente Duccio Baglioni la responsabilità degli errori che hanno danneggiato il Milan contro il Siena. «...è l’amico di Pairetto. Se lo vuoi sapere è quello che gli prenota i biglietti, che Pairetto va a mangiare a casa sua, non a ristorante a casa sua !...» Meani chiama il vice commissario Gennaro Mazzei per lamentarsi dell’errore di Baglioni «... che cazzo ! che cazzo ! io questo proprio non lo voglio no ! Questo non lo voglio ! Non l’ho mai chiesto ne voluto ! questo è uno... oltretutto adesso mi dice di stare molto attenti eh ! Di non sbagliare perché Galliani è furibondo !..perchè figurati ! Quindi digli di stare molto attenti da qui... alla fine del campionato... comunque Gennaro ! riporta da adesso in poi di non sbagliare più un cazzo perché è furibondo ! quindi anche mercoledì cercate di mandare due intelligenti...»
«Hai visto che bravo?».
In Livorno-Siena l’arbitro De Santis espelle Fabio Galante del Livorno senza motivo: la squadra in inferiorità numerica per settanta minuti perde la partita. Spinelli accusa l’arbitro. Mazzini telefona a De Santis: «...povero Spinelli...sei stato come sempre splendido...»; De Santis: «Hai visto? Pronti e via, uno fuori».
«Posso arbitrate la Juve»
Lecce-Juventus finisce 0-1. De Santis e Ceniccola sono nella terna arbitra. Ceniccola a De Santis: «Per cui m'ha salutato e m'ha detto bravo, m'ha detto sei stato bravo e mi ha detto eeeeee, anzi m'ha detto sei stato spettacolare, m'ha detto gli ho fatto, secondo lei posso tornà a fa la Juve?».
«Carraro non rompa»
Franco Carraro convoca i due designatori arbitrali, Bergamo e Pairetto. Moggi chiama Mazzini: «digli che non rompesse tanto i coglioni» e Mazzini lo rassicura: «Sì ho già fatto quello che dovevo fare, stai tranquillo».
Moggi ribadisce «perché non deve rompere i coglioni» e che infine conclude nel senso «no, no noi ci sentiamo, ma ci parlo io, parlo io e gli faccio parà da Geronzi, non ti preoccupà».