Lotito: «La squadra è demoralizzata, ora obiettivi a rischio»

Incorniciato dai fischi di un pubblico costretto ad assistere a una partita alla «volemose bene» Lazio-Chievo finisce 0-0 in un pomeriggio assolato ma maledettamente triste per i biancocelesti. Che nel contempo vedono i cugini romanisti allontanarsi di due lunghezze (addio sogni di secondo posto) e i milanisti accorciare le distanze dalla terza piazza.
Adesso, quota 57, il traguardo è tutt’altro che al sicuro con la banda Ancelotti a meno 4. Per la cronaca non ci sono state occasioni da gol e l’unico patema d’animo è riuscito a regalarlo Behrami, capace in un amen di prendere un cartellino giallo, un rosso diretto e di coinvolgere nel momento di follia anche Sammarco, che a dire la verità poco c’entrava col raptus dell’elvetico. Poi, nel finale di gara, è finito prima del tempo sotto la doccia pure Zauri, così da chiudere la sfida con i delneriani in nove e giocarsi la prossima battaglia, a Firenze, senza due pedine fondamentali per la corsa all’Europa che conta.
Due punti in due partite, fra l’altro contro avversari per nulla irresistibili, sono pochi per continuare a sognare l’aristocrazia del vecchio continente, specialmente adesso che ai tesserati di Silvio Berlusconi ruota tutto per il verso giusto. Così, dopo aver sognato di agganciare la Roma, quelli di Formello si ritrovano a leccarsi le ferite in un momento di indiscutibile crisi: di gioco, di grinta agonistica, di gol. Il timore di dover giocare a luglio un ulteriore preliminare di Champions League preoccupa Rossi.
A parlare, in sala stampa, s’è presentato stavolta il patron, Claudio Lotito: «Non esprimo giudizi sugli arbitri e per me esiste solo una realtà obiettiva, quella di chi ha visto la partita». E poi ancora: «Parlo perché la società parla, i giocatori non vogliono parlare perché non credono che sia il caso. Sono prostrati psicologicamente perché non sono riusciti a raggiungere gli obiettivi prefissati». C’è ancora tempo, presidente.