Lotito vuole Reja, ma c’è una penale di troppo

Hai voglia a parlare di moralizzazione o principi etici quando la squadra sta rischiando seriamente la serie B. Così, dopo la sconfitta casalinga con il Catania, il presidente Lotito ha deciso: l’avventura di Davide Ballardini sulla panchina della Lazio è arrivata al capolinea. A meno di clamorosi colpi di scena.
Lotito aveva difeso il tecnico romagnolo strenuamente sin dall’inizio della stagione e dalla vittoria in Supercoppa a Pechino, rivelatasi uno specchietto per le allodole dell’annata biancoceleste. Evidentemente il patron laziale si era stancato di concedere alibi e chance all’allenatore, apparso sempre più confuso a livello tattico, e già da qualche giorno stava riflettendo sull’eventualità di cambiare guida tecnica. «A Palermo Ballardini era supportato da un presidente competente come me e da un ottimo direttore sportivo, scusatemi l’immodestia. Alla Lazio c’è il presidente Lotito, un ottimo dirigente ma non un tecnico del calcio», l’opinione del patron rosanero Zamparini.
Nomi ne erano circolati tanti, primo fra tutti Arrigoni: il tecnico, ancora sotto contratto con il Bologna, ha parlato con Lotito ed è rimasto in attesa degli eventi rifiutando la proposta del Padova. Il sogno era Trapattoni, legato alla federazione irlandese fino al 2012 e che due settimane fa aveva declinato l’invito della Juve. Alla fine la prima scelta è diventata Edy Reja, 64 anni, 30 dei quali passati sulle panchine di mezza Italia ma dall’agosto scorso «confinato» in Croazia all’Hajduk Spalato. E proprio il contratto in essere con il club slavo (scadenza 2011) è l’ostacolo alla chiusura della trattativa. «Sono lusingato della chiamata della Lazio», ha sottolineato Reja, che ha vissuto l’ultima esperienza italiana al Napoli. Lotito lo ha chiamato domenica sera e nel colloquio di quasi un’ora gli ha chiesto la disponibilità di «traghettare» la squadra biancoceleste fuori dalle sabbie mobili. Anche se il problema principale sarà quello di gestire uno spogliatoio «affollato»: 34 giocatori, tra i quali Ledesma che potrebbe essere reintegrato nel gruppo già questa settimana. «Se la società vuole, sono pronto a scendere di nuovo in campo, in questo momento è necessario dare una mano alla Lazio», così il calciatore in attesa di ridiscutere il contratto.
Marko Naletilic, agente Fifa che ha portato Reja all’Hajduk conferma che il tecnico può liberarsi. Nel suo accordo con il club croato, ci sarebbe una clausola liberatoria esercitabile pagando una penale di circa 50mila euro. Lotito gli aveva chiesto di prendere l’aereo e venire subito a Roma, ma la risposta di Reja è stata negativa per correttezza con i dirigenti dell’Hajduk. Il nome di Reja non accende la fantasia dei tifosi ma sembra riscuotere un discreto entusiasmo dalla piazza, convinta che a questi giocatori serva una guida abituata a lottare con il coltello tra i denti.
E intanto il giovane talento israeliano Eyal Golasa, protagonista di un vero e proprio caso internazionale, ha voltato definitivamente le spalle alla Lazio, rinnegando pubblicamente la sua «fuga» romana. «Chiedo scusa a tutti i tifosi e i dirigenti del Maccabi Haifa per questa storia che li ha danneggiati – ha dichiarato in un breve comunicato ripreso dai media israeliani - ora voglio solo concentrarmi per fare il bene del club e per dare il massimo delle mie possibilità».