Lotta agli evasori con la strategia della tensione

Il Fisco quest’anno non è andato in ferie. E in questa metà d’agosto ha tenuto banco sulle cronache più del gossip da spiaggia. Tutta pubblicità. L’Erario vuol mostrare di aver scelto il pugno di ferro. E intanto ha diffuso la strategia della paura. Vai in spiaggia? Attento all'ombrellone che noleggi. Ti fai un viaggetto? Occhio a quanto spendi. Vai in barca? Beh, allora aspettati la Guardia di Finanza all’ora dell’aperitivo.
Pullulano i controlli. Come confermano gli ultimi «testimonial» sbattuti in prima pagina con l’alone di presunta evasione. Flavio Briatore, Vasco Rossi, Massimo Boldi. Non importa se poi questi personaggi sono in regola. Il messaggio intanto è stato diramato a tutti i contribuenti: grossi o piccoli, i pesci li peschiamo. «Ormai non ci sfugge più nessuno», ha ammesso Luigi Magistro, direttore centrale accertamento dell’agenzia delle Entrate. In effetti, il bilancio dei primi sette mesi del 2010 lo conferma. Sono stati incassati ben 4,9 miliardi di euro, il 9% in più rispetto all’anno scorso. La strada, dunque, sembra quella giusta. E il direttore dell’agenzia delle Entrate, Attilio Befera, si sente sostenuto pure dall’opinione pubblica. «Si sta aggregando un consenso sociale ampio sulla lotta all'evasione – spiega - si tratta di un fatto culturale importante che ci permetterà recuperi ancora più significativi in futuro». Già, l’adesione alla santa crociata è necessaria. Fino ad ora, infatti, le minacce fiscali non hanno sortito un grande effetto. Visto che solo 17 mila persone dichiarano un reddito di oltre 300 euro all’anno mentre si vendono 230 mila fuoriserie.
E solo 6 mila su due milioni tra artigiani e commercianti denunciano al fisco più di 200 mila euro. La stima dell’evasione fiscale in Italia, poi, offre una cifra da capogiro: 120 miliardi di euro annui. Ma ora il Fisco ci fa sapere che evadere diventerà un’impresa da grandi esperti. E dopo i blitz estivi arriveranno i controlli d’autunno. Meno plateali, più insidiosi. Per stanare tutte le forme di evasione verranno utilizzati ben 130 milioni di documenti. Si tratta di un imponente incrocio di dati che offrirà una radiografia completa di ogni contribuente. Così sarà più difficile arrotondare lo stipendio con il secondo lavoro (esentasse) che attualmente coinvolge circa 2,3 milioni di dipendenti. Ma l’occhio telematico scoverà anche l’evasione tout court da parte delle persone fisiche.
Alleati saranno i Comuni (che utilizzeranno la metà delle tasse e delle sanzioni recuperati), Inps, Inail, ministero del Lavoro e Agenzia delle Entrate. Per esempio, un sindaco potrà consultare i dati sulle utenze (luce, gas e acqua; utili per scoprire che una residenza all'estero è fittizia), contratti di affitto e dati immobiliari, residenze fiscali e soggetti che esercitano sul territorio comunale un'attività d'impresa o di lavoro autonomo.
Non è finita. A ottobre scende in campo anche il nuovo redditometro. Entreranno nuovi indicatori, tra i quali l'iscrizione a centri benessere, il leasing di auto di lusso, l'acquisto di opere d'arte in case d'asta o gallerie, l'iscrizione a scuole private. Si terrà conto anche delle diversità territoriali, non solo tra Nord e Sud ma anche tra città metropolitane e piccoli paesi: le condizioni di vita tra chi vive in affitto a Milano, e chi, invece, in un piccolo borgo sono decisamente diverse. E Magistro ha già avvertito: i contribuenti non in regola con il redditometro, saranno raggiunti da una comunicazione quando sono fuori da una situazione di «normalità» tra spese sostenute e redditi dichiarati. Contribuente avvisato...