Lotta all’evasione: le misure per aumentare le imposte

In campagna elettorale il governo aveva promesso alle imprese il taglio di cinque punti del cuneo fiscale, per un totale di 10 miliardi di euro. Questa forte riduzione del prelievo è stata rinviata al 2007, mentre invece il viceministro dell’Economia (con delega alle Finanze) Vincenzo Visco ha varato un decreto fiscale che vale 3,4 miliardi di maggiori entrate nel 2006 e 5,8 miliardi nel 2007. Sarà pure una «cura anti evasione e anti elusione», come la definisce il governo; tuttavia ci sono anche obiettivi aggravi d’imposta per alcuni soggetti (Chiese e Onlus dovranno, per esempio, pagare l’Ici sui loro immobili).
Il pacchetto fiscale è, come ha detto Visco, «tanta bella roba perché ognuno paghi le tasse dovute» e dunque darà molto lavoro ai commercialisti. Non mancano gli aggravi di tipo formale, soprattutto per i professionisti, i commercianti e le imprese. Le associazioni di settore li hanno rilevati con preoccupazione. La manovra-bis sarà portata lunedì alla firma del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e sucessivamente pubblicata sulla «Gazzetta Ufficiale»: solo in quel momento si conosceranno tutti i dettagli precisi sia per quanto riguarda le norme fiscali che per tutti gli altri interventi previsti nel decreto, in particolare il piano di liberalizzazioni predisposto da Pierluigi Bersani. La parte meno importante della manovra riguarda i tagli, assai limitati (lo 0,1% del Pil per quest’anno); ma sui 500 milioni tagliati all’integrativo degli impiegati pubblici è già polemica.