Lotta all’evasione Pd zittito, il governo ha recuperato 800 milioni in più

E ora il segretario del Pd, Dario Franceschini, che cosa penserà? La domanda l’ha posta il vicepresidente Pdl della Camera, Maurizio Lupi, dopo che l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato i risultati della lotta all’evasione fiscale. Le cifre recuperate e riscosse ammontano a 6,9 miliardi di euro, in aumento dell’8% sui 6,4 miliardi del 2007, anno interamente gestito dall’ex viceministro Vincenzo Visco.
«I risultati dimostrano non solo che nel 2008 non si è verificato alcun arresto della lotta all’evasione, ma l’azione di contrasto si è consolidata rispetto al passato sia per volumi sia per quantità», ha dichiarato il direttore dell’Agenzia, Attilio Befera. Parole indirizzate esplicitamente al Pd, che da mesi accusa il governo di aver mollato sul fronte del contrasto a evasione ed elusione. In particolare, l’attività di accertamento in senso stretto ha portato nelle casse dell’erario 3,7 miliardi di euro, il 28% in più rispetto al 2007 (2,9 miliardi). Sono stati 645mila gli accertamenti su imposte dirette, Iva e Irap, in crescita del 29% sui 499mila dell’anno precedente. Un dato incoraggiante considerato che la maggiore imposta accertata nel 2008 ha raggiunto quota 20,3 miliardi (+40%). Ma l’Agenzia delle entrate non intende fermarsi ai risultati conseguiti l’anno scorso. «Riscuotere 7,2 miliardi di euro è l’obiettivo che ci siamo prefissi per il 2009 attraverso l’impiego di circa il 50% delle risorse umane», ha annunciato il direttore dell’Accertamento, Luigi Magistro.
Nonostante le cifre smentiscano l’allarmismo di Franceschini & Co, il Pd e il resto del centrosinistra ha cercato di creare un effetto «spin» a proprio vantaggio. Il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, e quello di Rifondazione, Paolo Ferrero, hanno tessuto le lodi di Romano Prodi e del suo governo. Il discepolo di Visco, Stefano Fassina, ora responsabile finanza pubblica del Pd, ha fatto di più. Da una parte ha sminuito il valore del piano di accertamento 2009 sostenendo che la previsione di un aumento di gettito di soli 300 milioni è «un dimezzamento della progressione registrata nel 2008». Dall’altro lato, ha svalutato l’efficacia dei controlli perché «possono ben poco» dinanzi a 30 milioni di persone fisiche, un milione di società di capitali e cinque milioni di partite Iva. Meglio sarebbe un «sistema di regole e sanzioni per sostenere l’adesione spontanea» che, tradotto dal politichese, significa un ritorno ai metodi di Visco. Il ministro Gianfranco Rotondi ha replicato sottolineando che «la lotta all’evasione si combatte con atti concreti». Ma il Pd da quest’orecchio non vuol sentire.