Lotta al clima d'odio Maroni: "Oscureremo i siti internet violenti"

Il ministro dell'Interno parla di istigazione a delinquere: allo studio un decreto legge. <strong><a href="/interni/internet_e_nuova_piazza_il_coprifuoco_e_pericolo/16-12-2009/articolo-id=407216-page=0-comments=1">Ma c'è chi si oppone</a></strong>. Intanto <strong><a href="/interni/facebook_chiude_gruppi_basta_minacce_e_insulti/16-12-2009/articolo-id=407219-page=0-comments=1">Facebook chiude i gruppi</a></strong>: basta minacce e insulti

Roma - Oscurare i siti «che inneggiano alla violenza» su internet e attraverso i social network come Facebook? Impedire che dalle manifestazioni partano appelli pericolosi?
Roberto Maroni punta l’indice contro la violenza che nasce anche dal web. È convinto che abbia alimentato e possa ancora alimentare fatti come l’aggressione a Silvio Berlusconi di Milano. Nell’aula di Montecitorio il ministro dell’Interno spiega l’episodio come un atto «premeditato», frutto di «una pericolosa spirale emulativa», innescata dalla «campagna» contro il premier. «Una vera e propria istigazione a delinquere» attraverso internet.

Per rendere inoffensivi i gruppi on-line violenti Maroni annuncia che presenterà giovedì al Consiglio dei ministri delle «misure urgenti per garantire ai cittadini e a chi ha compiti istituzionali di poter svolgere la propria attività in piena sicurezza». Se le misure sono urgenti, conferma, è possibile che si ricorra al decreto legge. Ma in serata il titolare del Viminale precisa che sarà la magistratura a decidere se un sito è da oscurare.

Il ministro è preoccupato. Sui social network sono in troppi a inneggiare all’aggressore di Berlusconi, Massimo Tartaglia, con messaggi molto espliciti e violenti come: «Dieci, cento, mille Tartaglia», o « Grazie Massimo Tartaglia». Su YouTube c’è addirittura chi dice: «A Natale si può fare di più».

Maroni si rende conto che si tratta di intervenire su «un terreno molto delicato, che riguarda la libertà di espressione sul web e la libertà di esprimere il proprio pensiero anche contro altri in pubblico, purché in modo non violento». Farà, dunque, delle proposte che dovranno essere discusse dal governo, per «trovare un equilibrio tra la libertà di manifestazione del proprio pensiero e quella di manifestare la propria critica». Gli interventi, spiega il ministro, sono allo studio dei suoi tecnici e si baseranno sull’«esperienza operativa maturata dalla polizia postale e delle comunicazioni, già proficuamente attiva nel monitoraggio della rete per l’individuazione delle pagine web che inneggiano alla violenza». In tutti i modi, dice Maroni, si deve fermare «la pericolosa esasperazione della polemica politica». E così adeguare anche il modello di ordine pubblico ai tempi che cambiano. «Stiamo studiando una norma - spiega in serata Maroni - che dia potere effettivo alla magistratura, l’organo più competente per decidere non se ci sono semplicemente dei messaggi violenti, ma dei messaggi che integrano dei veri e propri reati, per interromperne la commissione». Il Senato aveva già approvato un provvedimento, poi bocciato dalla Camera, in cui questo potere veniva dato al ministro dell’Interno. Ma per Maroni, deve rimanere alla magistratura.

Il dibattito è aperto. Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, propone di estendere a tutte le manifestazioni, le misure anti-contestazione previste solo in campagna elettorale. Ma è «assolutamente contrario alla chiusura di siti internet». Per Manlio Contento del Pdl non servono nuove leggi, basta applicare quelle che ci sono. «Giù le mani dal web. Vanno perseguiti i reati, non limitata la libertà», avverte il pd Dario Franceschini.