In lotta col demone dell’Europa

Stefan Zweig nacque nel 1881 da una famiglia della grande borghesia ebraica di Vienna. Viaggia molto tra Vienna, Parigi e Londra, senza dimenticare i soggiorni in Italia e un importante periplo dell’India. Dopo la prima guerra mondiale, si stabilisce a Salisburgo. Scrive poesie, ma sono le novelle e i romanzi che lo rivelano al grande pubblico. Si dedica anche alle biografie e ai saggi critici, nei quali cerca di valorizzare le grandi personalità della storia e del pensiero europei. I trittici Tre maestri (su Dostoevskij, Dickens e Balzac, 1920), Tre poeti della propria vita (su Casanova, Dickens e Tolstoj 1928) e La lotta col demone (su Kleist, Hölderlin e Nietzsche, 1925) illustrano questa ricerca. Nel 1934 lascia Salisburgo per Londra. Minacciato dalle persecuzioni naziste, egli non rivedrà più la sua patria, l’Austria. Stanco di una vita fatta di continui spostamenti, depresso e disperato, credendo l’Europa condannata, nel 1942 si suicida insieme alla seconda moglie vicino a Rio. Il Brasile lo onora con funerali di Stato. È con ragione che Zweig può dare alle sue memorie d’esilio, Il mondo di ieri, il sottotitolo «Ricordi di un europeo».