«Lotta alla contraffazione, una priorità per tutti»

Siamo il Paese delle griffe, comprese di quelle contraffatte. Siamo la capitale delle bancarelle e dei venditori ambulanti. «Siamo lontani anni luce da città come Parigi o Berlino», tuona Cesare Pambianchi, presidente di Confcommercio Roma, riferendosi al problema dell’abusivismo commerciale e della contraffazione. Fenomeni dilaganti sul nostro territorio, nei confronti dei quali gli esercenti (a cominciare da quelli di via della Conciliazione) mostrano segni di viva insofferenza, dicendosi pronti a scendere in strada per protesta. Per fare il punto della situazione si sono dati appuntamento ieri oltre a Pambianchi, il presidente di Federabbigliamento Roberto Polidori, il comandante provinciale della GdF Andrea De Gennaro e il vicecommissario per la lotta alla contraffazione Antonello Colosimo. Insieme hanno discusso delle misure da prendere (quelle adottate finora a quanto pare non sono sufficienti) elencando una serie di proposte da sottoporre all’attenzione del prefetto. «Serve un maggiore controllo del territorio», ha esordito Pambianchi, ribadendo ancora una volta la necessità d’istituire una task interforce e invitando le forze dell’ordine a sanzionare con maggiore fermezza anche i consumatori che acquistano merce contraffatta. A questo scopo bisogna rivedere però l’aspetto normativo, ha insistito Colosimo. «La pena pecuniaria - ha detto - deve essere proporzionale all’infrazione». Il comandante De Gennaro ha chiesto maggiore collaborazione. «Anziché temerci, i commercianti sono chiamati a darci una mano. Se, per esempio, sono a conoscenza dell’esistenza di un negozio in cui si vende merce contraffatta è fondamentale che ce lo segnalino tempestivamente». E, proprio sul tema della collaborazione, nei giorni scorsi c’era stato un botta e risposta tra il presidente della Confcommercio romana e il comandante De Gennaro. Quest’ultimo però minimizza e parla di normale “rapporto dialettico”. «I risultati conseguiti fin qui - ha continuato De Gennaro - sono soddisfacenti». Oltre mille i soggetti denunciati nei primi sei mesi del 2008. Più di cento le persone arrestate. Ammontano quasi a 5 milioni, invece, i prodotti sequestrati. «È un fenomeno in crescita esponenziale», sottolineano un po’ tutti i presenti.