Lotta a degrado e criminalità: pronta la «mappa del rischio»

Il nuovo sistema di sicurezza di Palazzo Marino fotografa zona per zona le situazioni di pericolo. Albertini: «I reati sono calati del 30 per cento»

Roberto Bonizzi

Una mappa del rischio e del degrado. Una fotografia sulla realtà Milano, analizzata zona per zona, criticità per criticità. Un nuovo strumento a disposizione dell’amministrazione locale, presentato ieri dall’assessorato alla Sicurezza di Palazzo Marino in un incontro con il sindaco Gabriele Albertini e il prefetto Gian Valerio Lombardi. Una «ricognizione» sulla città nella caserma del comando della polizia locale di piazza Beccaria, a cui hanno partecipato anche le altre forze dell’ordine attive sul territorio.
Un elemento utile al coordinamento tra polizia, ghisa, carabinieri e guardia di finanza, azione che si sviluppa nelle riunioni periodiche del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto. La mappa del rischio è il passo finale di un percorso iniziato nel ’98, con l’istituzione del comitato, e che negli anni si è completato di nuovi tasselli. I vigili di quartiere (oltre 500 in 163 quartieri di città). Un nuovo nucleo di polizia locale chiamato «sezione problemi del territorio». L’uso di oltre 500 telecamere di videosorveglianza (in stazioni, parchi, sottopassaggi) che hanno fatto di Milano la città «più spiata d’Italia». I collegamenti tra le centrali operative delle forze dell’ordine che operano sul territorio: vigili, polizia e carabinieri. Più i nuovi «security point», 13 camper dei ghisa che gireranno in periferia raccogliendo le segnalazioni dei cittadini.
Attraverso queste misure si è arrivati a disegnare la mappa del rischio e del degrado, che ha «fotografato» ad esempio la presenza in città (fino allo scorso novembre) di 416 discariche abusive, 28 campi nomadi, 445 phone center e internet point, 12 luoghi di culto islamici. Dai dati emerge inoltre che nel 2004-2005 gli occupanti di aree dismesse sono aumentati notevolmente rispetto al 2003, soprattutto nell’area del sud-est dove sono più che quadruplicati e in zona Lorenteggio, dove sono raddoppiati. Diminuiti invece nell’area di San Siro-Baggio (-70%) e nel Gallaratese (-59%).
«Lascio una città più sicura - annuncia Albertini -, con il 30 per cento di reati complessivi in meno. Era il primo problema di questa amministrazione, ma rispetto al ’99 oggi i reati sono 50mila in meno».
A partire dalla mappa il Comune ha messo a punto una serie di interventi preventivi. Intanto azioni amministrative, come multe e ordinanze dove si verificano i comportamenti devianti. Quindi l’aumento della sorveglianza, attraverso le telecamere, l’illuminazione delle aree più buie, e l’introduzione di nuovi elementi di arredo urbano per proteggere verde e monumenti. Ma l’assessorato alla Sicurezza pensa di intervenire anche sul piano sociale, con azioni che migliorino le condizioni di vita dei soggetti a rischio. E il Comune ha già aperto un centro d’ascolto per dare supporto alle vittime di un reato e uno sportello per mediare i conflitti.