Lotta alla disoccupazione 12mila euro a chi assume

La &quot;frustata&quot; anti-crisi: a Milano fino a 12mila euro per ogni nuovo posto di lavoro: <strong><a href="/milano/s/10-02-2011/articolo-id=505014-page=0-comments=1">i numeri</a></strong>. E la Camera di commercio aiuta micro-imprese, artigiani e accesso al credito. <strong>SONDAGGIO</strong> <strong><a href="http://stage.ilgiornale.it/sondaggio_1a.pic1?PID=180" target="_blank" title="E' giusto dar soldi alle aziende che assumono?">E' giusto dar soldi alle aziende che assumono? VOTA</a></strong>

Incentivi alle aziende che assumono, «per arrivare in fondo alla crisi e contribuire alla ripresa economica e perché si continui a investire sulle risorse umane». Parole del sindaco Letizia Moratti. Una parte del Fondo anticrisi del Comune (di 10 milioni di euro) pari a 4 milioni di euro andrà alle aziende che assumeranno disoccupati sopra i 45 anni e giovani laureati sotto i 30 anni. Nel dettaglio: chi assumerà a tempo indeterminato un disoccupato over 45 avrà un incentivo di 12mila euro, la cifra scende a 9mila se il contratto è a tempo determinato per un periodo di tempo superiore all’anno. E diventa 6mila euro per chi assume un disoccupato a tempo per un periodo inferiore ai 12 mesi. Il bonus per chi assume giovani laureati non ancora trentenni è invece di 8mila euro.

A questi 4 milioni di euro si aggiunge un milione di euro messo a disposizione della Camera di commercio per finanziare quattro interventi che spaziano dall’assunzione di nuovi disoccupati alla facilitazione di accesso al credito. Ad esempio 3 milioni (di cui uno della Camera di commercio) sostengono il bando per la micro e piccola impresa, due milioni servono invece per aiutare gli artigiani, favorire lo «start up», ossia l’avviamento, di nuove aziende e l’accesso al credito. Un altro milione del Fondo è destinato al sostegno dell’occupazione attraverso il Celav, lo sportello di aiuto al lavoro del Comune di via Scaldasole 5, alle spalle di piazza XXIV Maggio (aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17).

Il Celav è il centro nato per avviare al lavoro le persone svantaggiate - invalidi, tossicodipendenti, alcolisti, minori in età lavorativa in situazioni di difficoltà familiare - che però, grazie a questo milione destinato alle aziende che assumono - da marzo promuoverà tirocini finalizzati all’assunzione di giovani fra i 25 e i 32 anni e di adulti sopra i 45 anni che hanno perso l’occupazione. Insomma, un insieme di sostegni al lavoro che supera l’orizzonte delle «categorie protette» e delle persone svantaggiate, «una politica non cieca di fronte alle nuove povertà» per dirla con la Moratti profondamente convinta della missione del nuovo Welfare ambrosiano (fra i promotori Comune, Provincia, Cgil, Cisl e Uil) e cioè: offrire un sostegno a chi si trova in difficoltà economiche temporanee.
È stata invece l’assessore alle politiche sociali Mariolina Moioli a illustrare l’attività del Celav, «vi collaborano più di 100 aziende.

L’anno scorso siamo riusciti ad assegnare più di mille borse lavoro, destinate a persone socialmente svantaggiate (fra loro immigrati, donne di mezza età alla prima occupazione, ex detenuti e disabili). Lo sbocco di quei tirocinii è stato per 437 persone l’assunzione, per la metà dei quali a tempo indeterminato». Il direttore del centro ha ricordato «che il 40 per cento di chi intraprende uno stage viene assunto, ed è un dato molto alto perché nel resto d’Italia la percentuale ricavata da sportelli simili al nostro si aggira sul 25 per cento». Nell’ultimo anno si sono rivolte al Celav 4.868 persone, la maggior parte, il 42,8 per cento erano disoccupati da meno di un anno, il 38,3 per cento disoccupati da più di un anno. Il 60 per cento di chi ha chiesto un colloquio è italiano, il 40 per cento straniero. In tutto i soldi erogati per le borse lavoro nel 2010 sono stati 2.050.739 euro. I tirocinii si sono svolti in grandi aziende da Auchan a Feltrinelli a Decathlon.