La lotta «dura » all’evasione fiscale si fa con i colpi di spugna?

Uno dei cavalli di battaglia dell’attuale governo è la promessa, continuamente reiterata, della lotta agli evasori. A tale proposito, non v’è chi non sappia che gran parte delle attività di evasione e di elusione fiscale possono svilupparsi impunemente nel tempo grazie all’acquiescenza, se non alla collusione a vario titolo di politici e burocrati pubblici; pertanto, ci si sarebbe aspettato di veder nascosto nel maxiemendamento alla legge finanziaria un comma che prevedesse la decadenza immediata dalla carica e/o al licenziamento in tronco, con il risarcimento del danno a carico di coloro che, nella propria pubblica funzione, si fossero resi responsabili di malversazione sotto qualsiasi forma, diretta o indiretta, di pubblico denaro e, quindi, di furto al contribuente: una medicina ideale per la moralizzazione ed il risanamento. Ebbene no. Troviamo invece, nel documento, l’esatto contrario, cioè un sostanziale colpo di spugna sui reati finanziari accertati a carico di pubblici amministratori. Per fortuna, grazie all’incidente di percorso, il governo farà probabilmente marcia indietro con un provvedimento correttivo ad hoc ed i colpevoli dovranno contare solo sulla dilatazione «normale» dei tempi processuali.