La lotta alla mafia? Sui muri

Ciancimino? «Tale padre, tale figlio». Le mura di Palermo, a pochi giorni dal diciannovesimo anniversario della strage di via D’Amelio, avvenuta il 19 luglio del 1992, sono state tappezzate da manifesti dei ragazzi della Giovane Italia, il movimento giovanile del Pdl, contro Massimo Ciancimino, figlio di Vito, ex sindaco mafioso di Palermo. Un’azione goliardica per sottolineare, si legge sui poster, che «oggi come ieri, meglio un giorno da Borsellino che cento anni da Ciancimino». Il movimento che fa capo al ministro della Gioventù Giorgia Meloni evidenzia così la differenza fra chi ha creduto nelle battaglie del magistrato-eroe ucciso dalla mafia e chi «ha innalzato Ciancimino, almeno fino al recente arresto, a icona dell’antimafia», afferma Carolina Varchi, dirigente nazionale della Giovane Italia. Ogni riferimento al procuratore palermitano Antonio Ingroia pare voluto.