«La lotta allo smog costerà 6mila euro in più a vettura»

nostro inviato a Ginevra

C’è ovviamente l’ecologia al centro del Salone dell’auto di Ginevra. E oltre alle vetture ibride ed elettriche esposte sugli stand, nei salottini allestiti dalle varie case automobilistiche, dove i top manager riuniscono i loro collaboratori, ad animare le discussioni è sempre il modo con cui affrontare i dettami dell’Unione europea sulla Co2 salvaguardando il più possibile i bilanci. L’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, fino allo scorso anno a capo dell’Acea, l’Associazione europea dei costruttori, ha quantificato fra 4mila e 6mila euro per unità prodotta l’esborso a cui i gruppi del settore dovranno far fronte. Una cifra considerevole che rischia di mettere in ginocchio il comparto. «La nostra posizione sul tetto degli scarichi di anidride carbonica entro il 2012 fissato dall’Ue è chiara - ha detto il capo del Lingotto - e, poiché la Commissione non l’ha accettata, stiamo lavorando con loro per cercare una soluzione che possa variare la tempistica. Bisogna evitare di chiudere le fabbriche».
Il regolamento sulle emissioni di Co2 dovrebbe essere approvato da Bruxelles in prima lettura entro ottobre-novembre, con l’intenzione di arrivare all’adozione definitiva in tempi brevi, attraverso un accordo con il Consiglio dell’Ue, prima del termine dell’attuale legislatura. La Commissione Ue, in pratica, propone un tetto per la Co2 emessa dai motori pari a 130 grammi per chilometro, come media di tutte le auto nuove vendute in Europa, da conseguire entro il 2012 (oggi siamo a circa 160 grammi). Tra i diretti interessi non è facile far convergere i vari propositi. Ecco perché in seno all’Acea, che si è riunita ancora ieri a Ginevra, non è facile mettere d’accordo italiani (Fiat) e francesi (Psa e Renault), da una parte, e tedeschi (Bmw, Audi, Mercedes, Porsche) dall’altra, su due punti: la pendenza della curva che definisce gli obiettivi di riduzione delle emissioni da raggiungere per ogni casa automobilistica (in funzione del peso medio dei propri veicoli di nuova immatricolazione); la possibilità di prendere in esame lo spazio identificato dai quattro punti su cui sono collocate le ruote (impronta). La pendenza proposta dall’Ue è al 60%, ma italiani e francesi chiedono che sia molto meno ripida, attorno al 20-30%, mentre i tedeschi vorrebbero arrivasse almeno all’80%. Più la curva è ripida, meno severi sono gli obiettivi per le auto che pesano maggiormente. Con l’«impronta», invece, sarebbero penalizzati i veicoli più grandi. «L’Ue - spiega al Giornale Gianfranco Simonini, esperto nella normativa legata all’auto - prevede un meccanismo progressivo il cui obiettivo al 2012 è difficilmente raggiungibile. Le soluzioni avanzate finora da Bruxelles, come la creazione di raggruppamenti di case per far nascere un soggetto in grado di rientrare nella media richiesta, sono solo palliativi».