Lotta allo smog, nasce l’asse Milano-Londra-Tokio

La Moratti: «In Giappone il pedaggio è stato introdotto senza sperimentazione. Giusto pensare pure a nuove autostrade»

nostro inviato a Tokio

Lui è andato nel cuore di Tokio con una bottiglia per far vedere di persona ai cittadini quali danni provoca l'anidride carbonica. Lei, Letizia Moratti, non ha in mente un'azione dimostrativa eclatante come quella del governatore Shintaro Ishirara, ma è solo una questione di stile perché l'obiettivo di entrambi è comune: convincere i proprietari di auto inquinanti a stare lontani dalla città e costruire tangenziali per migliorare l'aria e far diminuire il traffico nelle zone abitate. C'è poi il terzo protagonista, presente a distanza, il sindaco di Londra, Ken Livingstone, che arriverà a Tokio a breve e manderà i suoi tecnici anche a Milano per studiare la pollution charge, la tassa contro le emissioni nocive che intende importare in Inghilterra. L'asse Milano-Londra-Tokio nasce nel nome dell'ambiente.
«La tariffa antinquinamento per i diesel è stata introdotta a Tokio in modo drastico, senza sperimentazioni né gradualità» dice il sindaco di Milano, che non usa le parole per polemizzare con il presidente della Regione, Roberto Formigoni. La Moratti preferisce replicare con i fatti e cioè con l'intesa per trovare soluzioni comuni che la lega al governatore di Tokio e al sindaco di Londra. In Giappone il sindaco ha incastrato un altro tassello nel mosaico del traffico milanese, ovvero la disponibilità della banca Sumitomo a finanziare le infrastrutture milanesi. «È il secondo gruppo giapponese, specializzato in project financing. Potrà avere un ruolo nella costruzione della linea quattro e cinque della metropolitana e nel finanziamento di altri progetti come le scuole. In questa direzione la banca Sumitomo opera già a Londra».
La triangolazione Milano-Tokio-Londra su infrastrutture e tematiche ambientali per la Moratti vale più di una dichiarazione d'intenti: «Le tre città collaboreranno per trovare soluzioni». È un primo esempio concreto della politica estera delegata ai Comuni, che non significa (o almeno non ancora) modifiche costituzionali, ma accordi su temi all'ordine del giorno quali appunto il ticket antinquinamento.
La sintonia con Tokio è anche sulla convinzione condivisa che la tariffa antinquinamento non è l'unica ricetta. In Giappone le tangenziali (insieme alle limitazioni per le macchine diesel) hanno alleggerito il traffico cittadino. E la Moratti intende fare altrettanto con la tangenziale est esterna e la Pedemontana. «È bene integrare diverse misure, dal ticket alle tangenziali» spiega il sindaco.
A Tokio i risultati di questa azione congiunta sono stati ben visibili: il traffico di ingresso in città è diminuito del 45 per cento. La Moratti è sicura: la strada imboccata per far respirare meglio i milanesi è quella giusta.