Lotta allo smog: solo grandi annunci che non hanno centrato gli obbiettivi

Claudio Pompei

Il Campidoglio ha disposto anche per oggi il divieto di circolazione dei veicoli più inquinanti. La decisione è stata presa in considerazione delle condizioni di stabilità atmosferica che favoriscono il ristagno dello smog e dei livelli delle polveri sottili che hanno superato il limite fissato. Oggi, dunque, dalle 7.30 alle 20.30 non potranno circolare le auto non catalizzate e i vecchi diesel nella fascia verde cittadina, mentre nella zona a traffico limitato del centro storico il divieto riguarderà anche moto e motorini euro 0.
L’inquinamento atmosferico - è cosa nota - risente anche delle condizioni meteo, ma sulle altre cause ci si arrovella da troppo tempo senza cavare un ragno dal buco. Da tredici anni Roma è ininterrottamente governata da giunte di centrosinistra (prima Rutelli, poi Veltroni) che hanno avuto una continuità “verde” nella gestione dell’assessorato all’Ambiente. In tutto questo tempo la lotta allo smog non solo non ha ottenuto risultati apprezzabili, ma la situazione - come dimostra l’ormai cronico ricorso a provvedimenti-tampone - è addirittura peggiorata. Eppure, nel corso di tutto questo tempo, Rutelli e Veltroni hanno tirato fuori dai loro cilindri decine di progetti che, di volta in volta, sono stati presentati come risolutivi dell’emergenza smog; tutti all’insegna del minimo comun denominatore della «mobilità sostenibile». E, allo stesso modo, tutti accomunati da un sostanziale fallimento nella fase della loro realizzazione pratica. Vediamo di ricordarne qualcuno.
Mobility manager. La dizione inglese fa pensare automaticamente al massimo dell’efficienza organizzativa. Il progetto, varato alla fine degli Anni Novanta, prende spunto dal Decreto Ronchi e si propone di razionalizzare gli spostamenti da casa al luogo di lavoro di decine di migliaia di dipendenti di aziende pubbliche e private. Il tutto, ovviamente, finalizzato all’obbiettivo del disinquinamento ambientale. Vengono studiati decine di Pscl (piano spostamento casa lavoro) affidati a esperti con il coinvolgimento delle imprese, tra le quali la stessa Trambus. Il risultato? Provate a passare dalle parti di un deposito e a contare le vetture private dei dipendenti parcheggiate addirittura sui marciapiedi...
Car pooling. Ancora un termine inglese per un progetto che si propone di scoraggiare «in positivo» l’uso dell’auto privata. Il Campidoglio annuncia un sistema di corsie preferenziali riservate a vetture che abbiano a bordo almeno tre passeggeri in tutte le direttrici urbane. A settembre del 2002 «Repubblica» annuncia, trionfante, l’entrata in vigore «entro poche settimane» della prima corsia riservata in via Prenestina, dove la media di passeggeri per vettura è di 1,2. Sono trascorsi tre anni e mezzo: le altre preferenziali sono rimaste sulla carta. Via Prenestina? Provate a percorrere la carreggiata centrale con l’auto privata, ancorché «piena»...
Taxi collettivo. Il progetto, in questo caso, viene affidato all’Atac che individua subito quattro linee base (via Sappada-corso Francia, via Monteleone di Spoleto-piazza Augusto Imperatore, largo Vigna Stelluti-piazzale Aldo Moro, piazzale Aldo Moro-piazza Augusto Imperatore) più quattro linee aggiuntive (con percorsi analoghi): in servizio 28 veicoli con pedana per disabili. Non ne avete mai visto uno? Evidentemente siete poco attenti.
Veicoli elettrici. Il Campidoglio stanzia due miliardi delle vecchie lire per incentivare l’acquisto di biciclette, motorini e city-car elettrici con interessanti agevolazioni: esenzione del bollo per 5 anni, sconto del 50 per cento sulla polizza assicurativa, Green Rider Card per la ricarica gratuita. Peccato che in tutta Roma ci siano solo quattro stazioni per fare rifornimento di energia.