«Lotta allo smog, dopo il ticket via ai cantieri per i nuovi metrò»

L’assessore Croci: «A gennaio la prima pietra della linea 5 che da Garibaldi arriverà a Monza»

Un esercito di quasi 800mila (763.500 per l’esattezza) veicoli al giorno escluse le due ruote, di cui il 14 per cento di traffico commerciale e il 70 per cento di non residenti. Una vera e propria invasione quella che Milano deve fronteggiare, con un territorio comunale attraversato quotidianamente da due milioni e 200mila spostamenti. Sono i city users, come più volte ha ricordato il sindaco Letizia Moratti, le centinaia di migliaia di persone che utilizzano l’auto per arrivare fino in centro con le prevedibili ripercussioni su circolazione e ambiente. E le inevitabili conseguenze sulla salute dei milanesi. Ben 152 giorni di superamento del limite di tolleranza per il particolato nel 2005 a fronte di una soglia di legge di 35 giorni all’anno, sono un dato più che eloquente. Anzi un vero e proprio allarme, data la correlazione tra inquinamento atmosferico e malattie cardio-respiratorie.
Un’emergenza che Palazzo Marino ha deciso di affrontare «privilegiando gli interventi strutturali su quelli emergenziali», come ha fin da subito assicurato Edoardo Croci, l’assessore a Mobilità, trasporti e ambiente. Settori diversi non a caso unificati dal sindaco Moratti sotto un unico responsabile. Che ora annuncia la creazione di una Commissione scientifica comunale formata da esperti indipendenti perché giunta e sindaco «possano avere un aggiornamento oggettivo e continuo sui danni per la salute e l’ambiente derivanti dall’inquinamento atmosferico sulla base degli studi via via sviluppati da istituzioni e centri di ricerca». A parziale consolazione dei milanesi, i dati già a disposizione dicono che i valori relativi agli inquinanti primari hanno registrato in città un trend in diminuzione negli ultimi anni. L’eccezione riguarda proprio Pm10 e ozono su cui, assicura Croci, «si dovrà concentrare in futuro l’azione di contrasto». Nemico pubblico numero uno il traffico, a cui la Relazione sullo stato dell’ambiente 2005 attribuisce il 72 per cento del volume complessivo di particolato prodotto su scala urbana.
Pronto, dunque, il piano antismog che «si muoverà lungo tre assi: fluidificazione del traffico, riduzione del trasporto privato a favore di quello pubblico e promozione della sostituzione del parco circolante con veicoli ecologici». Senza dimenticare l’intervento sugli impianti di riscaldamento da rinnovare o mettere a norma. Parlando di interventi concreti tutto questo si tradurrà soprattutto in ticket d’ingresso e accelerazione dei progetti per la costruzione di nuove metropolitane.
Più che di ticket al sindaco Moratti preferisce parlare di pollution charge modello Londra, a Milano pedaggio per le auto inquinanti con tariffe differenziate per Euro 0, Euro 1, Euro 2 o Euro 3. Via libera, invece, per Euro 4 e mezzi ecologici (150mila). Un balzello che, secondo i calcoli, colpirà 270mila auto con un incasso annuo di 200 milioni di euro. Soldi che, ripeteva sempre Gabriele Albertini, l’ex sindaco grande sponsor del ticket, andrebbero immediatamente reinvestiti in trasporto pubblico. Metropolitane, dunque, l’altra grande missione affidata dalla Moratti alla sua giunta. Già in corso il processo di rinnovo del segnalamento della linea M1 che consentirà un sensibile incremento della capacità, molto avanzate sono le procedure per la M5, la linea che collegherà il nodo ferroviario di Garibaldi con l’asse Zara/Testi fino al capolinea di Bignami in corrispondenza del confine comunale. Complessivi 5,6 chilometri con 9 stazioni e un carico potenziale massimo previsto di 8.500 passeggeri per ora. Già previsto il prolungamento a nord fino a Monza e i territori dei Comuni intermedi di Cinisello Balsamo e Sesto San Giovanni. Prevista anche la realizzazione della M5 Ovest, da Garibaldi in direzione San Siro-Settimo Milanese (costo stimato 563 milioni di euro, materiale rotabile incluso). In attesa di finanziamento, invece, la linea 4 che prevede la costruzione di una prima tratta Policlinico-Lorenteggio San Cristoforo con un carico potenziale massimo di 14mila passeggeri per ora lungo un percorso di 7,3 chilometri con 12 stazioni e con un costo stimato di realizzazione pari a 789 milioni di euro, compreso il materiale rotabile.