Lotte fra cani, giro da 400mila euro a sera

Si danno appuntamento di notte nei capannoni abbandonati della periferia di Milano. Raccolgono i soldi delle scommesse, veloci, precisi. E, signori e signore, ecco che lo «spettacolo» comincia. I rom sguinzagliano pitbull, rottweiler, dobermann e li scaraventano sul ring. Il combattimento ha inizio tra le urla della gente, la bava e le ringhia dei cani. Poi gli applausi e i guaiti, lo scambio di soldi, le carcasse delle bestie sconfitte gettate tra i campi. Una crudeltà unica.
Gli animalisti dell’associazione Aidaa sono riusciti a disegnare una mappa dei luoghi dell’orrore, dove i cani vengono scagliati l’uno contro l’altro: hanno compilato fior fior di dossier e consegnato tutto alla Procura, compresa qualche fotografia rubata al volo. Sull’argomento sono aperte le indagini.
A Milano sono almeno sei le sedi tenute d’occhio, quasi tutte vicine a un accampamento di rom. Si passa dal ponte di Lambrate, a due passi da un crocchio di roulotte di nomadi, a viale Monza, dove sono state trovate delle gabbie e dei resti di cibo per cani. Tra le zone sospette anche il parco Trenno, il parco Lambro, vicino al campo rom di via Idro, e i boschi tra Pero e Molino Dorino. Anche fuori città il rito dei combattimenti è un’abitudine consolidata, soprattutto nella zona di Varese. Poche settimane fa nel fiume Ticino sono state trovate alcune carcasse di pitbull, lacerate dai morsi. I ring vengono improvvisati nei capannoni intorno all’aeroporto di Malpensa, a Turbigo, lungo i boschi del Ticino. Si arriva fino a Novara e chissà dove ancora.
«È difficile identificare i luoghi esatti - spiega il presidente dell’associazione Aidaa, Lorenzo Croce - perché si spostano di continuo». Gli animalisti denunciano un giro di scommesse pesante. «Si va dai 20mila ai 400mila euro a sera - fa i conti Croce - Dipende dal numero dei combattimenti organizzati e dal tipo di cani. Una puntata media si aggira sui 500 o mille euro. Ovviamente le cifre sono alte, nessuno va lì per scommettere 50 euro. Andrebbero a giocare al lotto». Con tutta probabilità il denaro «guadagnato» durante le serate sporche viene inviato il giorno dopo in Romania. «Sospettiamo tramite alcuni internet point», ammette Croci.
Nel bestiale circuito dei combattimenti finiscono pure i bambini rom. A loro viene affidato un compito preciso: allenare le «star» delle notti clandestine. I ragazzini, tutti minori di 12 anni, si fasciano le braccia e le gambe con protezioni artigianali e incitano all’attacco i cani per renderli sempre più aggressivi, più forti, più «quotati». Il tutto accade alla luce del sole nei campi nomadi, dove al massimo ci si aspetterebbe di vedere schiere di ragazzini con le ginocchia sbucciate che giocano con qualche bastardino dinoccolato e corrono dietro a un pallone. No, anche l’infanzia, oltre che gli animali, diventa una macchina fabbrica-soldi. I cani meno adatti alla lotta e i cuccioli vengono invece riciclati nel giro dell’accattonaggio e accompagnano i bimbi rom sui marciapiedi.