L'Ottocento operistico italiano per il «trittico» dell'Orchestra Verdi

Dal 25 al 28 novembre in Auditorium Cariplo l'ensemble milanese sarà diretto dall'italo-inglese Damian Iorio

Nuovo concerto per il maestro italo-inglese Damian Iorio alla testa dell'Orchestra Verdi, con un programma dedicato al grande melodramma italiano, in particolare con le danze e i ballabili tratti da alcune opere del grande repertorio italiano dell'800. L'appuntamento è per giovedì 25 novembre (ore 20.30), venerdì 26 (ore 20) e domenica 29 ore 16).
L'opera italiana conobbe, soprattutto a partire da metà Ottocento, un intenso fenomeno di internazionalizzazione che la portò a mescolarsi con altre tradizioni e a uniformarsi agli usi e ai costumi dei paesi in cui veniva eseguita. Nell'Ottocento questo significò soprattutto la nascita di diverse seconde versioni in francese delle opere: tutti i grandi autori (Rossini, Donizetti, Bellini, Verdi) rividero le proprie opere in senso grand'operistico con l'aggiunta di brani e di danze, come era prassi che si facesse in terra francese. Ecco il programma. Vertice dell'ispirazione musicale di Giuseppe Verdi, il tenebroso Don Carlo descrive un mondo straziato di vittime del potere al tempo della Sacra Inquisizione spagnola. Opera in cinque atti su libretto di François-Joseph Méry e Camille Du Locle, è tratto dall'omonima tragedia di Friedrich Schiller. La prima esecuzione avvenne all'Opéra di Parigi l'11 marzo 1867.
I Vespri Siciliani (titolo originale: Les vêpres siciliennes) è un'opera in cinque atti di Giuseppe Verdi, che debuttò all'Opéra di Parigi il 13 giugno 1855. Il libretto è di Eugène Scribe e Charles Duveyrier. Ispirato alla vicenda storica dei Vespri Siciliani, rappresenta un maestoso affresco dove si fondono guerra e patria, amore e potere, tradimento e vittoria. Guglielmo Tell (Guillaume Tell nella versione originale francese) è l'ultima opera composta da Gioachino Rossini che, in seguito, si dedicherà alla scrittura di musica da camera e musica sacra. Il libretto fu tratto dal dramma Wilhelm Tell di Friedrich Schiller e dal racconto La Suisse libre di Jean-Pierre Claris de Florian. La prima rappresentazione ebbe luogo al teatro dell'Opéra di Parigi il 3 agosto 1829. Opera in quattro atti, la complessa trama è costituito dal processo di liberazione del popolo svizzero dalla dominazione austriaca. Figura principale è il leggendario Guglielmo Tell che guiderà il suo popolo verso la libertà.
Il balletto La boutique fantasque, un atto su musiche di Rossini rielaborate con maestria da Ottorino Respighi nella prima londinese del 5 giugno 1919 all'Alhambra Theatre, si è avvalso delle scene e dei costumi di André Derain e delle coreografie di Leonide Massine, applauditissimo interprete insieme a Lydia Lopokova.
Rossini racconta di avere composto Il barbiere di Siviglia in pochissimi giorni; la prima esecuzione assoluta avvenne il 20 febbraio 1816 al Teatro Argentina di Roma. Il soggetto era di moda: tre mesi dopo il Barbiere rossiniano al Teatro di Corte di Dresda andava in scena quello di Francesco Morlacchi (libretto di Giuseppe Petrosellini). Ma su tutti campeggiava la versione del 1782 a San Pietroburgo di Giovanni Paisiello, figura storica dell'opera napoletana che nel primo Ottocento godeva ancora di grande autorevolezza. Rossini, però, non si lasciò intimorire e chiese a Cesare Sterbini di confezionare in fretta e furia un libretto anch'esso ricavato da Le Barbier de Seville ou la Prècaution inutile (1775) di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais.