Lottomatica, a Biella si presenta Gary Trent Pesic: «Un campione, ma deve ambientarsi»

Marcello Castaldi

La Lottomatica Roma ha finalmente preso il suo totem: si tratta di Gary Trent, ala-pivot di 202cm che indosserà la maglia numero 13. Il giocatore statunitense, presentato dalla società capitolina, esordirà questa sera nella gara tra Biella e Roma: è subito apparso in buona forma e a suo agio di fronte ai taccuini dei giornalisti e alle telecamere. Insieme con lui, il Gm Roberto Brunamonti e coach Pesic: «Gary Trent era uno dei nostri obiettivi principali di mercato sin dall’estate - ha spiegato Brunamonti -. Abbiamo dovuto aspettare molto prima di avere una sua risposta, dapprima per motivi personali e poi in attesa di una chiamata Nba. Alla fine, siamo rimasti in stretto contatto con lui, ed è con reciproca soddisfazione che abbiamo concluso questa operazione. Lui si è subito dimostrato contento di questa esperienza e questo non può che farci piacere. A livello tecnico rinforza il nostro reparto lunghi, ci darà una grossa mano soprattutto in fatto di rimbalzi e di presenza sotto canestro. Credo sia pronto per giocare già la gara contro Biella, anche se non bisogna caricarlo di responsabilità eccessive. Con l’innesto di Trent abbiamo completato il nostro progetto di squadra».
Fisico asciutto, molto possente, Gary Trent è apparso molto abile anche nel suo primo impatto con la stampa italiana: «Il basket è la mia vita, la gente deve essere resa felice da questo sport - le sue prime parole - e sono molto contento di essere qui e di far parte di un progetto importante. Ritornare in Europa per me è una sfida avvincente, conoscere nuova gente, una nuova cultura, per crescere anche come persona. Non credo che sussistano grandi differenze tra il basket americano e quello europeo: il basket è uguale in tutto il mondo». Di esperienza ne ha accumulata tantissima in 9 anni di Nba, passati da Portland a Dallas e a Minnesota e con brevissime parentesi a Toronto e Chicago, ma in ogni franchigia ha mostrato eccellenti doti difensive e a rimbalzo: «Sono un giocatore molto fisico, a cui piace giocare duro ma sempre nei limiti del regolamento. Voglio vincere, ma per farlo l’unica strada da percorrere è quella del lavoro. Ho saputo che lavorare duro in palestra è la filosofia del coach e in questo mi ricorda il mio primo allenatore al college, Larry Hunter, quindi nessun problema. Sarà Pesic a decidere come inserirmi al meglio nel gruppo, io fisicamente mi sento pronto».
A chiudere la conferenza di presentazione proprio le parole del suo nuovo allenatore: «La scelta di Trent nasce dalla nostra volontà di completare l’organico e non dalla situazione negativa attuale - spiega il tecnico serbo -. Per il momento è fondamentale che Gary comprenda il nostro concetto di squadra, quali sono i nostri obiettivi. Attraverso il dialogo e il lavoro dovremo inserire un giocatore importante come lui, che sicuramente offrirà un buon contributo nel gioco d’area. Per ambientarsi bene dovrà restare tranquillo, deve trovare sintonia con chi lo circonda. Adesso non possiamo aspettarci che risolva tutti i nostri problemi, ma sicuramente può migliorare se stesso e può aiutare molto ad innalzare il rendimento del team. Non gioca una partita ufficiale da maggio, quindi c’è bisogno di lavoro e del tempo giusto».