La Lottomatica passeggia a Varese con Super-Ray

La guardia newyorkese guida Roma alla vittoria nella prima partita di ritorno con la Cimberio (74-92)

A Masnago nella prima giornata del girone di ritorno di A1 la Lottomatica si aspettava un match senza spunti, dai ritmi blandi, una sorta di allenamento mascherato da partita contro un’avversaria ormai alla frutta. Eppure, sul parquet del PalaWhirpool, le emozioni seppur centellinate hanno trovato ampio spazio. Determinante in tal senso non è stata certo la prestazione della Cimberio, quasi sempre in affanno salvo rari sussulti, inchiodata da Gabini e soci su un rotondo ed eloquente 74-92. A fare la differenza ci hanno invece pensato alcuni primi attori: uno su tutti coach Valerio Bianchini, l’unico capace di portare Roma sul tetto dell’Italia prima e poi dell’Europa e del mondo poi, regalandole nel 1983 lo scudetto e nel 1984 la Coppa dei Campioni e quella Intercontinentale. Chissà se mentre Ukic, Lorbek e Gabini strapazzavano i suoi ragazzi, per un attimo avrà risentito anche solo per un istante il sapore di quegli anni.
Contro Varese il vero protagonista è stato però un Allan Ray sceso da un altro pianeta, capace di segnare 29 punti in 34 minuti, con un 7/13 da tre che cancella con un colpo di spugna l'imbarazzante 1/8 di giovedì in Eurolega, frutto di un’ostinazione assolutamente improduttiva e, alla lunga, fatale. Se davvero la guardia di New York riuscisse a trovare quella continuità così a lungo inseguita, per gli avversari, Montepaschi inclusa, non ci sarebbe storia. E che dire dell’eleganza affascinante di Roko Ukic, chirurgo dalla lunetta (7/10), incubo delle difese (6 i falli subiti), sgusciante nell'uno contro uno persino quando stenta a entrare in partita e compie qualche infrazione di passi di troppo, facendo perdere le staffe a Repesa. Perché il coach della Lottomatica è un altro che non molla mai, che non smette di chiedere ordine in campo anche sul +20, anche quando all’ultima sirena mancano un pugno di secondi e rifiatare sarebbe più che legittimo.
Da queste sicurezze Roma dovrà ripartire mercoledì in Germania, per risalire la china ed entrare in una Top 16 che merita a pieno titolo, specie dopo aver messo al muro i bestioni di Real Madrid e Panathinaikos. Contro una Cimberio tenuta a galla dal solo Brown (21 punti per lui e 29 di valutazione) e da un Galanda discontinuo, Roma ha difeso bene sulle linee di passaggio senza sbucciarsi troppo le ginocchia, è stata aiutata dalle stoppate di Hawkins, dalle schiacciate di Fucka e dalle triple imperiose di capitan Tonolli, inciampando in qualche indecisione solo nel secondo quarto, ma realizzando parziali sempre rassicuranti (20-33, 40-46, 53-70). «Dovevamo vincere dopo che nelle ultime trasferte abbiamo faticato», ha detto Ray a fine gara. Riuscirci anche in Eurolega più che un imperativo è una necessità.