Lou Dalfin, solo musica occitana

Oggi alla FNAC di Genova, alle 18, I Lou Dalfin presentano con uno showcase il nuovo album «I Virasolelhs».
È difficile dare una definizione di questa storica band piemontese. Innanzitutto non si tratta semplicemente di un gruppo musicale, o almeno, non solo. Nelle vallate occitane del Piemonte la band di Sergio Berardo è diventata un fenomeno di costume che ha modificato le abitudini di divertimento della gente. Sono, infatti, i Lou Dalfin ad aver reso la musica occitana contemporanea, facendola uscire dai ristretti circoli di appassionati perché divenisse fenomeno di massa. Il successo è stato tale che fin dagli esordi è stata creata una volta all'anno la «Festa de Lou Dalfin», sorta di ritrovo per tutti gli appassionati filo-occitani, e negli ultimi anni frequentata da migliaia di persone provenienti dal Piemonte, da tutta Italia e dall'Occitania transalpina.
Il nuovo disco è un traguardo per i Lou Dalfin; «I Virasolelhs» è uscito proprio nell'anno in cui il gruppo festeggia il suo primo quarto di secolo. Miglior compleanno non poteva essere per la band occitana diventata simbolo di un'identità basata sullo scambio con le realtà circostanti, ponte culturale tra la pianura italiana e l'Occitania d'oltralpe, proprio come gli antichi trovatori. I Lou Dalfin hanno sdoganato la musica da arcaici retaggi folk tradizionalisti ed sono approdati ad una dimensione pop (nel senso corretto del termine, vale a dire popolare) grazie all'inserimento di strumenti legati alla contemporaneità come chitarra elettrica, basso e batteria.
I Lou Dalfin presentano un album innovativo che evoca atmosfere poetiche e avventurose e mescola le arie di antichi strumenti acustici con le sonorità più contemporanee. Sedici brani inediti accompagnano l'ascoltatore in un viaggio che va dalle ghironde gipsy stile Django all'elettronica, dalle feste di paese nelle Valli Occitane fino al Sudamerica da cartolina, narrando un universo popolato da corsari in motocarro, innamorati ubriaconi respinti, galeotti ribelli ai remi al largo della Provenza, inafferrabili graffitari delle notti valligiane, suonatori ambulanti, artigiani dalle sapienti e magiche mani, animali che sognano, rugbisti dal cuore d'òc, amori a ritmo di danza, uno sguardo insomma sul tradizionale mondo di Lou Dalfin, senza risparmiare sferzate polemiche rivolte a una contemporaneità in cui tutto si compra e tutto si vende. Un colpo d'occhio su un mondo sconosciuto ai più, giacimento di cultura, di sogno, di umanità e di un'identità che trae dalla memoria la forza per guardare al futuro.