Lsu, 500 euro al mese «Ora sit-in in Regione»

Una nutrita delegazione di lavoratori socialmente utili degli enti locali ha chiesto un’integrazione allo stipendio mensile di 200 euro

Una bega tutta interna al centrosinistra quella degli Lsu, i lavoratori socialmente utili degli enti locali, istituzionalizzati dal I governo Prodi nel 1996 e proliferati senza che quello stesso centrosinistra che se n’è assunto la paternità pensasse al futuro della categoria. Un futuro scandito da 500 euro al mese, la stessa cifra in pratica che percepivano 11 anni fa, e che oggi una delegazione dei 3.000 Lsu del Lazio ha chiesto alla Regione di integrare con un’integrazione mensile di 200 euro. Sarebbero in pratica 6milioni di euro all’anno contando pure che queste risorse ci sono visto che «il governo annualmente stanzia sempre le stesse risorse e ora che il bacino di servizio degli operatori s’è andato via via assottigliando questi soldi avanzano come residui passivi - taglia corto Elisabetta Callari della Federazione Rdb Cub -. Per cui è necessario che la giunta Marrazzo si impegni a elargire ai comuni che utilizzano Lsu i fondi necessari all’aumento».
Insomma oltre ai precari del pubblico impiego, quelli della sanità e altrettanti operatori ingaggiati nelle imprese cooperative arriva pure l’esercito dei lavoratori socialmente utili che si attende dalla giunta ulivista una risposta efficace e tempestiva. «Differentemente - assicurano dalla delegazione che ieri è sbarcata alla Pisana per protestare contro il mancato adeguamento stipendiale - ci si impegnerà per portare avanti provvedimenti giudiziali: sit-in ad oltranza sotto la sede regionale e al contempo la messa in cantiere di una causa collettiva di lavoro per rivendicare un contratto subordinato». Tuttavia sull’integrazione dell’assegno mensile c’è da farsi poche illusioni. Le previsioni sono pessime e si deducono dalle parole del presidente del parlamentino regionale Guido Milana che precisa «Nutro grosse perplessità sull’ipotesi di un assegno mensile integrativo allo stipendio degli Lsu perché questo porterebbe i sindaci a pensare di aver risolto il problema. Diverso, e necessario, è dare ai lavoratori un’integrazione una tantum che renda dignitoso lo stipendio percepito». Un impegno che però dal centrodestra viene definito inconcludente contando pure le tante parole al vento seminate dall’esecutivo di Marrazzo, che da un anno e mezzo sottolineano l’impegno di stabilizzare i lavoratori atipici. «È crescente l’imbarazzo della maggioranza di centrosinistra di fronte alle annunciate norme della finanziaria di Prodi che impediscono di stabilizzare gli Lsu ai quali dall’ottobre 2005 era stata promessa l’assunzione - dice Antonio Cicchetti capogruppo di An alla Pisana -. Si va diffondendo tra i lavoratori interessati un profondo senso di amarezza e di delusione. Di fronte a questo stato di cose, non bisogna affastellare parole inconcludenti col segreto intento di confondere le idee a quanti sono preoccupati del proprio futuro. Gli assessori intervengano presso il governo amico e facciano modificare la bozza di finanziaria in modo da rendere praticabile l'assunzione di tutti gli Lsu del Lazio».
Gli fa eco Francesco Lollobrigida (An) che garantisce «l’impegno di tutto il centrodestra nell’appoggiare una soluzione definitiva e rispettosa».