Lua Lua gioca mentre il figlio muore Glielo rivelano dopo due settimane

Tony Damascelli

Parlava con orgoglio dei suoi tre figli. Lomana Lua Lua è un ragazzone di venticinque anni, viene da Kinshasa ed è il capitano della nazionale di calcio del Congo. Aveva fatto molti sogni e qualche progetto per la coppa d’Africa, la sfida con l’Egitto, nei quarti di finale, sarebbe stata la svolta per lui, per il Paese, per l’allenatore Le Roy: sconfitto 4 a 1 dai padroni di casa il Congo è stato eliminato, Le Roy licenziato. Lacrime per il pallone. Prima di quella partita era stato osservato un minuto di silenzio, l’Egitto era straziato per i mille morti su quel misero traghetto affondato.
Ma Lua Lua ha dovuto piangere per una cosa sua, personale, intima, esclusiva: suo figlio, l’ultimo, di diciotto mesi appena, era morto, dopo una improvvisa, sconosciuta malattia. Non era morto in quelle ore, nemmeno qualche giorno prima. Se ne era andato il 20 gennaio. Nessuno aveva voluto dirlo a Lua Lua, nessuno aveva voluto interrompere la festa, le interviste, il ritiro, la gioia di un torneo che mette insieme un continente enorme e imprevedibile. La notizia era rimasta allora segreta, lontanissima, in un’altra terra, l’Europa, l’Inghilterra, Portsmouth, dove Lua Lua vive e gioca nella squadra guidata da Joe Jordan e Harry Redknapp.
Queste due settimane sono scivolate via con la testa di sempre per il ragazzo che lavava i gabinetti di un McDonald’s a Kinshasa prima di diventare un professionista del football, prima di emigrare al Colchester e poi al Newcastle e ancora al Portsmouth, tutto in fretta, come la sua prima apparizione in coppa d’Africa, nel 2004, espulso subito, al debutto contro la Tunisia e poi la malaria che lo ha steso quattro mesi prima dell’ultima partita di qualificazione ai mondiali. Emozioni bruciate che venivano scaricate nel solito balletto, tre salti mortali all’indietro, dopo ogni gol.
Lua Lua è partito da Il Cairo verso l’Inghilterra, cercando di non pensare, dopo aver saputo, la telefonata, i sussurri del capodelegazione congolese, il capo chino e i silenzi dei compagni di squadra. Lua Lua ieri è tornato ad allenarsi, sabato giocherà contro il Manchester United. In un altro sabato, quello appena passato, è stato celebrato il funerale di suo figlio. C’era la madre di Lua Lua che vive con il fratello minore a Newcastle, c’erano pochi amici, c’erano molti assenti. Non c’era la mamma di quella creatura perché Lua Lua non è sposato e nessuno sa dove vivano le donne che gli hanno regalato quei figli. Lua Lua mostrava le tre fotografie come sfondo del suo cellulare. Il telefono ieri è rimasto spento.