L'ubriacatura dei grillini: pensano già agli assessori

Nel quartier generale M5S sognano già la squadra della Raggi: «Tutti i ruoli apicali sono stati individuati». Parte la corsa alle alleanze e c'è chi strizza l'occhio alla Lega

«La squadra di assessori è completa, manca solo una casella - assicurano dallo staff di Virginia Raggi -tutti i ruoli apicali sono stati già individuati, ma i nomi li faremo solo a ridosso del ballottaggio, o sarebbe come mandarli al macello». È racchiuso in questa risposta, sollecitata dopo l'ennesimo attacco arrivato in giornata dal fronte del Pd, tutto l'ottimismo che si respira nel comitato elettorale della candidata sindaco del M5S, per la prima volta chiamato alla prova della conquista di Roma, anche se nel resto d'Italia non si registrerebbero successi altrettanto importanti. Virginia Raggi fino a notte non si fa vedere: tornata dal Festival dell'Economia di Trento è andata prima dal marito e dal figlio di 6 anni, poi a stemperare la tensione mangiando una pizza con degli amici. Il quartier generale grillino è uno stabile moderno nel cuore del popolare quartiere Ostiense, un dedalo di stanzette distribuite su due piani, e quel terrazzo con vista sul gazometro che compare in molti degli spot elettorali registrati nelle scorse settimane. Qui si concentra l'attenzione dei media, non solo italiani: 160 le testate giornalistiche accreditate per l'occasione, fra giornali, radio, tv e web, tutti convocati per la conferenza stampa in una sala da appena 20 posti.

L'effetto sardine è assicurato, e i mugugni, soprattutto tra fotografi e operatori tv, si sprecano. Qualcuno ironizza anche su una ipotetica visita dei vigili del fuoco. «Non avevamo abbastanza soldi per fare diversamente», si difendono dallo staff. E guardando alle cifre fin qui spese dai diversi candidati, solo il candidato della sinistra Stefano Fassina pare esser stato più «sobrio». Virginia Raggi campionessa di crowdfunding, con 116mila euro ricevuti da 5,274 donatori, sul sito ha rendicontato in tempo reale uscite per oltre 144mila euro. In compenso abbonda l'entusiasmo dei volontari, mobilitati fin dalle prime ore del mattino. Circa 25 persone a regime completo, fra i 20 e i 40 anni, tutti convinti che la Raggi ce la possa fare al ballottaggio, «perché la gente è stufa di tutta questa malapolitica - dice Marco, imprenditore di 25 anni - ma se non ci muoviamo noi giovani l'Italia non cambierà mai».

Ad affiancare Virginia Raggi per la conferenza stampa conclusiva di questa infinita giornata elettorale, anche alcuni big del partito, come Alessandro di Battista e Luigi di Maio, ma nessuno può entrare nel dettaglio del voto, ci dicono. «Sono andato a votare stamattina presto - si limita a scandire Dibba, in jeans e camicia celeste, l'aria tesa - e ora attendiamo fiduciosi. Vediamo che succede...». L'ordine di scuderia è chiaro: per la stampa solo un commento sulla prematura scomparsa dell'europarlamentare della Lega Gianluca Buonanno, morto poche ore prima in un incidente d'auto. E infatti da tutti gli staff dei candidati sindaci a 5 stelle arrivano commenti in fotocopia.

Intanto i dati dei primi exit poll che cominciano a girare dopo il dato dell'affluenza delle 19, numeri diffusi a spanne, e molto incoraggianti per la candidata grillina, ispirano considerazioni in ordine sparso: «Se non si fosse candidata la Meloni, sarebbe stata tutta un'altra partita», dice il portavoce Augusto Rubei, che poi ricorda la scuffia delle europee e vira su considerazioni più prudenti. E se vincete con chi farete un governo? «Lì bisogna vedere chi ti dà i voti, quali sono le proposte..», taglia corto. Nessuno lo ammette, ma sarebbe il partito del Carroccio, che a Roma ha sostenuto la Meloni, il candidato più credibile a stringere un accordo di governo con il movimento di Grillo. Il peggior incubo di Renzi.