Luca Barbareschi in crisi per carenza di riflettori

Abituato all’attenzione dei rotocalchi e delle televisioni non si rassegna all’idea di essere ignorato da microfoni e telecamere. L’onorevole Luca Barbareschi sta scoprendo che Montecitorio non è Cinecittà e dintorni. Giorni fa al termine dell’audizione in Commissione Cultura del ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, Barbareschi, avendo adocchiato il gruppetto di giornalisti radunati in attesa del ministro, è uscito per primo sparando ad alta voce: «Crisi di governo, è crisi di governo». Niente sorrisi, nessuna reazione e zero domande. E l’onorevole si è allontanato mestamente. Ieri ci ha riprovato dopo l’audizione del ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, assediata da tv e carta stampata. Anche stavolta è uscito per primo e si è rivolto ai giornalisti in tono da burla: «Sono d’accordo, sono d’accordo su tutto». Anche i giornalisti si sono mostrati d’accordo. Sì ma nel continuare ad ignorarlo.