Di Luca: «Così rischio il Mondiale»

Valentino nervoso si affida al solito comunicato: «Problemi con le gomme ma si può risalire» E smanaccia una telecamera

Oggi corre ad Amburgo, sperando di esserci anche a Stoccarda. Oggi partirà con la maglia bianca di Pro Tour, quella che spetta al migliore corridore della stagione, sperando di poter vestire quella arcobaleno in palio il prossimo 30 settembre. Danilo Di Luca sembra essere diventato un bersaglio per le Procure della Repubblica e quella del Coni. Finito nell’occhio del ciclone per l’inchiesta Oil for drug, la maglia rosa attende risposte dal capo della procura antidoping del Coni Ettore Torri. Sotto l’aspetto penale la sua posizione è stata archiviata una prima volta a Pescara proprio per l’inchiesta Oil for drug e ora la stessa cosa dovrebbe avvenire entro mercoledì per l’inchiesta bis, che è partita dall’accusa di un pregiudicato che sosteneva di avere in casa un thermos con sacche per trasfusioni appartenenti al campione di Spoltore e che gli sarebbero state affidate nell’estate del 2004 da Aldo Di Luca, fratello di Danilo, come ieri ha rivelato la Gazzetta dello Sport.
L’accusatore, che ora rischia una denuncia per calunnia, si chiama Alessio Starnieri, 50 anni, denunciato nel luglio 2005 proprio da Aldo Di Luca per minacce gravi. Il 18 giugno la Procura di Pescara ha presentato richiesta di archiviazione al Gip per la posizione di Di Luca, in quanto «mancano sufficienti elementi idonei a sostenere l’accusa in dibattimento». Lo stesso documento è stato trasmesso alla procura antidoping del Coni da Tommaso Marchese e Federico Cecconi, gli avvocati del corridore abruzzese. Ora toccherà a Ettore Torri, il procuratore capo, esaminare le carte.
Quindi? Con tutta la prudenza del caso, si potrebbe dire «tanto rumore per nulla». La prima inchiesta archiviata, la seconda molto probabilmente avrà lo stesso esito. Solo voci e calunnie sul conto di Di Luca. Non ci sarebbero nuovi elementi di prova per ipotizzare l’uso o il tentato uso di metodi vietati (2 anni di squalifica). Resterebbe solo un peccato veniale: aver frequentato il medico Carlo Santuccione, coinvolto nell’Oil for drug e per questo squalificato. Ma ad attenuare la posizione di Di Luca ci sarebbe il fatto che da sempre Santuccione è amico nonché medico di famiglia e per lui era pressoché impossibile non intrattenere dei rapporti. Quindi? Ettore Torri potrebbe deferire alla Disciplinare Di Luca, con una richiesta di pena che va dai 3 ai 6 mesi, oppure archiviare. Nel caso fosse deferito, invece, non è detto che la Disciplinare non decida di «ammonirlo». «In questo caso correrei i mondiali - dice Di Luca -, ma non voglio farmi illusioni. Mi sembra di vivere un incubo: non ho fatto nulla e rischio molto. Non hanno niente e sospettano di tutto».
Tv: diretta Raitre ore 15.35