«Luca, la lettera della Muti che ci faceva nella tua auto?»

L’ex moglie di Montezemolo rievoca gli anni felici trascorsi insieme. E svela un retroscena

L’ex moglie che - tramite una missiva inviata a Chi e oggi pubblicata in esclusiva sul settimanale Mondadori - scrive al suo «primo amore» chiedendogli conto di una lettera trovata «nascosta nel cruscotto dell’auto» e firmata da un’allora diciottenne «Francesca Rivelli», la bellissima attrice che avrebbe poi sfondato nel mondo del cinema con il nome d’arte di Ornella Muti. «Ma cosa ci faceva quella lettera nella tua macchina?» è la sospettosa domanda che Sandra Monteleoni pone ora - a distanza di ben 40 anni dall’episodio - a Luca Cordero di Montezemolo.
Sandra Monteleoni, brillante cinquantenne, americana d’origine, trapiantata a Roma nell’età dell’adolescenza, era presto diventata famosa negli anni Settanta e Ottanta: «soprattutto - racconta Cesare Lanza nel suo sito web - all’interno di un mondo di élite, che l’aveva conosciuta, o aveva sentito parlare di lei, come di una ragazza splendida, incantevole, un po’ misteriosa, in possesso di sorprendenti capacità seduttive. I suoi grandi amori sono stati tutti da copertina: Luca Cordero di Montezemolo, Gianni De Michelis, Carlo De Benedetti».
Oggi, da tempo, è una giornalista e regista affermata, orgogliosamente indipendente, con un matrimonio annullato e alcuni importanti amori alle spalle, e un figlio, Matteo, ora trentenne. E un inatteso segreto, rivelato in un libro pubblicato alcuni anni fa da Passigli Editori, Cibo e Amore.
«Carissimo Luca - inizia la lettera di Sandra Monteleoni pubblicata su Chi - l'altro giorno, mettendo in ordine una scatola di fotografie di mia madre, ho trovato una mia istantanea di quando, ragazzina, montavo a cavallo al Pony Club di Roma. Riguardandomi allora, mi è tornato in mente il giorno in cui ci siamo conosciuti. Chissà se ti ricordi? Io avevo appena finito di montare a cavallo, quando noto un intrigante ragazzo biondo chiacchierare con una mia amica. Incuriosita, mi avvicino e così mi vieni presentato tu, il mio primo amore e, in seguito, futuro marito e papà di nostro figlio Matteo. Mi fa tenerezza pensare a quel lontano episodio di 40 anni fa, io quattordicenne e tu ventenne studente universitario iscritto al secondo anno di legge. Da quel semplice episodio casuale nacque una storia d'amore che durò per oltre dieci anni».
«Ti ho mai detto - prosegue la missiva - di quanto litigassi con i miei perché non mi permettevano di uscire, se non il sabato sera? Durante la settimana dovevo inventarmi delle scuse per vederti di pomeriggio, magari per un gelato al mitico Caffè Hungaria, tuo ritrovo preferito di allora. D'estate era più semplice frequentarsi, in quanto trascorrevo le vacanze con i miei genitori all'Hotel Pellicano all'Argentario. Tu eri a Porto Ercole, a 10 minuti di distanza, e così i nostri incontri erano molto più frequenti».
«Con la decisione di trasferirti a Torino è venuta naturale anche l'idea di sposarci - aggiunge la signora Sandra -. In fondo, erano già trascorsi otto anni dal nostro primo incontro. Il 13 dicembre del 1975 ci siamo legati in matrimonio davanti a tuo cugino Andrea Cordero di Montezemolo, nunzio apostolico. Io avevo 22 anni e tu 28. Rivedo con tenerezza la nostra prima casa. Una piccola mansarda affacciata sui tetti della Torino storica. Ripensandoci ora, mi viene da sorridere a immaginarci così giovani e impreparati ad affrontare le difficoltà del crescere insieme e della vita stessa. Eravamo due sposi inesperti e un po' incoscienti, ma totalmente pazzi di gioia quando, dopo un anno e mezzo di matrimonio, nacque a Torino nostro figlio Matteo. Da allora, molte cose sono successe tra noi e nelle nostre vite, prima insieme e poi separate. Ma su una cosa le nostre convinzioni non hanno mai vacillato, la certezza che il dono più grande che abbiamo ricevuto insieme è la vita del nostro meraviglioso Matteo. Oggi siamo tutti e due felicemente risposati, tu con la bellissima Ludovica e io con Alex, mio compagno da 18 anni».
La lettera prosegue ricca di aneddoti e romantici ricordi, chiudendosi però con un episodio di cui - tra serio e faceto - la signora Monteleoni chiede contro al «suo Luca»: «Tra i ricordi che mi fanno sorridere ancora oggi, ma allora crearono turbamento, c'è quello di quando trovai nascosta nel cruscotto della tua macchina una lettera, inequivocabilmente affettuosa, di una certa Francesca... Solo dopo scoprii essere la diciottenne Francesca Rivelli, in arte Ornella Muti! Ma cosa ci faceva quella lettera nella tua macchina?». Restiamo in attesa della risposta di Luca.