Di Luca rischia per la «pipì degli angeli»

Settimana cruciale per il ciclismo. Domenica il Mondiale, a Stoccarda, prima però ci sono da definire alcune questioni. Sul tavolo le interminabili liti tra Uci, organizzatori dei Grandi Giri e le sei Federazioni dissidenti (tra queste l’Italia), sulla questione Pro Tour. Mercoledì il Tas dovrà dare il proprio parere sull’intricata vicenda Valverde, sospettato di far parte dell’«Operacion Puerto». E poi c’è il nostro Danilo Di Luca, convocato dal ct Franco Ballerini, ma giovedì potrebbe essere deferito dal capo della Procura del Coni, Ettore Torri. La Procura Antidoping del Coni ha aperto un procedimento su Di Luca in seguito al coinvolgimento del corridore abruzzese nell’inchiesta «Oil for Drug» del 2004. Sull’azzurro peserebbe la frequentazione con il dottor Carlo Santuccione, già squalificato per doping. In base al regolamento italiano la frequentazione è punibile: Di Luca rischia tre mesi di sospensione. Ma non sarebbe tutto. Più complesso e rischioso il secondo caso, conosciuto come «pipì degli angeli». Il Coni sospetta che dietro alle urine di Di Luca (ma anche di Riccò, Mazzoleni e Simoni, ndr) con i profili ormonali di un bambino e non di uomini adulti, ci sia del dolo. Il Coni è pronto a chiedere all’Uci collaborazione.
Domenica a Stoccarda si corre il Mondiale, Di Luca e Valverde attendono di sapere se potranno correrlo.