Lucarelli cambia vita: "Coi soldi dello Shakthar diventerò azionista Coop ed editore"

Da bomber di
razza, col mito di Che Guevara, che dopo ogni gol correva
sotto la curva rossa degli ultrà livornesi
alzando il braccio sinistro
col pugno chiuso, il centravanti toscano parte per l'avventura in Ucraina

Da seguace appassionato del Che Guevara; da bomber di razza che dopo ogni gol correva sotto la curva rossa degli ultrà livornesi alzando il braccio sinistro col pugno chiuso; da benefattore di quei tifosi esuberanti che dopo una gara a Roma con la Lazio vennero blindati e rispediti a casa con torpedoni pagati direttamente da lui che stava ad aspettarli al ritorno. Ebbene da tutte queste cose che profumano di «sinistra », nessuno si aspettava il salto dall’altra parte della barricata da parte di Cristiano Lucarelli. Perché il centravanti che ha sempre votato per Rifondazione comunista, ora si trasforma in imprenditore, in quella categoria che hacome fine ultimo il profitto e non certo la dittatura del proletariato. Già il suo passaggio allo Shakthar Donetsk aveva fatto arricciare il naso a più di uno, nella sua città a Livorno; l’addio dopo 4 stagioni alla maglia amaranto dove percepiva 1,5 milioni (a fronte dei 4 netti a stagione per 4 anni che riceverà dalla squadra dei minatori ucraini oltre a benefit come villa, auto, interprete e aereo privato per tornare a casa dalla famiglia) aveva fatto gridare allo scandalo. Proprio lui che aveva scritto un libro dal titolo «Tenetevi il miliardo» per far sapere della rinuncia al ricco guadagno pur di giocare nella propria città. Ma a 32 anni non si può rifiutare una fortuna per un idealismo alla Bertinotti però e Lucarelli ha voluto «spiegare ai livornesi le ragioni della sua scelta»,masolo di fronte alle emittenti livornesi «per evitare che, come spesso accaduto in passato, le mie parole possano essere travisate». «Sono stati quattro anni indimenticabili - ha detto l’ex capitano amaranto - dove ho segnato 102 reti e coronato il sogno di giocare nella squadra della mia città. Io non dimenticherò mai questa parentesi, né parlerò maimale della città e della mia gente. Anzi, guai a chi me la tocca. Anche adesso, in un momento in cui molti sono arrabbiati con me». E a chi lo accusa di essere andato via per soldi, risponde: «Quei soldi mi servono per realizzare investimenti nella mia città: a breve diventerò socio dell’Unicoop Impresa, che opera in campo portuale, e farò investimenti per creare nuova occupazione e sarò editore di un quotidiano di informazione (Corriere di Livorno) che avrà il solo compito di raccontare con rigore e obiettività quello che accade a Livorno ogni giorno. Io non ho messo la pistola alla testa di nessuno, lo Shakthar mi ha acquistato per una cifra inferiore alla clausola di rescissione. Vuol dire che anche la società, giustamente, ha fatto le sue valutazioni, avrà pensato che per un giocatore che va per i 32 anni, 8 milioni fossero una cifra importante. Sono arrivato 4 anni fa a Livorno per un miliardo delle vecchie lire, adesso vado via portandone al club ben 16. Spero solo che il presidente Spinelli, come mi ha promesso, li investa al meglio per rendere la squadra ancora più forte. Io ora torno a fare il tifoso, non è un addio a Livorno.È lamia città e qui continuerò a vivere». Da capitalista.