Lucarelli e Livorno al passo d’addio «Mi hanno venduto in mezz’ora»

L’attaccante amaranto è deluso dall’atteggiamento di Spinelli: «Mi ha sopportato per tre anni»

Lucarelli non si sente più un giocatore del Livorno. Se la trattativa con lo Zenit di San Pietroburgo non subirà un’improvvisa frenata il bomber amaranto, il calciatore che rinunciò a un miliardo di lire per vestire la maglia del Livorno, giocherà la prossima stagione in Russia. La scorsa notte, durante una trasmissione dell’emittente televisiva livornese Granducato tv, Lucarelli ha raccontato la sua verità, manifestando la sua rabbia. Si è sentito tradito: «Che delusione – ha detto –, mi hanno venduto in mezz’ora».
Lucarelli, in diretta telefonica, ha praticamente sancito il suo addio al Livorno lanciando accuse alla dirigenza amaranto: «Dicevano che ero incedibile e in 30 minuti i dirigenti hanno trovato l’accordo con lo Zenit. La verità è che a Livorno sono stato sopportato per tre anni, mi sono salvato solo per i gol segnati e per l’amore della tifoseria. Spinelli ironizzava sui 18 miliardi che pagò al Torino per portarmi a Livorno, ora si prende 10 milioni di euro dallo Zenit».
I dieci giorni di tempo che le parti si erano presi per riflettere appaiono inutili: Lucarelli è destinato allo Zenit dove guadagnerà tre milioni a stagione per tre anni. Solo un dietrofront del presidente Spinelli potrebbe far saltare l’affare.
Il caso Lucarelli ha fatto salire la tensione in città alla vigilia del raduno della squadra previsto per oggi al centro Coni di Tirrenia, ma il centravanti non ci sarà: gli è stato permesso di non presentarsi per compiere un sopralluogo a San Pietroburgo. Davanti la sede del club sono comparse scritte minacciose nei confronti del presidente: «Spinelli okkio, Lucarelli non si tocca». Un gruppo di tifosi si è presentato in sede per cercare di parlare con Spinelli.