Lucarelli e Pozzo, piccoli da capogiro

D opo due giornate arieccoli, i soliti noti di sempre, presidenti, allenatori, calciatori: quelli della Reggina le buscano a Genova e attaccano l’arbitro Palanca che li avrebbe danneggiati; a Lecce quelli della curva rivogliono Zeman, fischiano Gregucci e lo vogliono già licenziare, avendo costui anche la colpa di essere un tarantino meteco in Salento, nel dopo partita aggrediscono i Semeraro, padre e figlio, feriscono la moglie di Valdez ma sono sempre il «nostro splendido dodicesimo uomo in campo», il biglietto nominale dovrebbe servire a fare riconoscere gli eventuali delinquenti ma non c’è bisogno, basta guardare i loro stendardi, i loro striscioni; a Roma il presidente dell’Udinese Pozzo non si accontenta di avere fatto marameo a Spalletti e lo stuzzica nel dopo vittoria dell’Olimpico, «pensi alla sua squadra e non a me»; il meraviglioso pubblico dell’Olimpico prima fischia Cassano ma poi capisce che il barese non ha colpe se il portiere avversario para anche le mosche.
Mentre queste cose accadono l’Inter come Schumacher viene tamponata e finisce fuori pista dopo aver illuso lo spazio di un pomeriggio, come le accade ormai dal secolo scorso; il Milan ritiene di aver ritrovato l’equilibrio dopo il fango di Ascoli ma becca il ventesimo gol su palla inattiva che è una immagine per dire «bravi ma lenti»; la Juventus bastona una toscana modesta, l’Empoli, e vola in testa, secondo repertorio cinico e perfido. Ma scopre di avere due compagni di banco non previsti: l’Udinese che cambiando l’ordine dei fattori (via Spalletti-Kroldrup-Jankulovski-Pizarro) non cambia il prodotto e comunque gioca la Champions pure lei e il Livorno che è primo grazie a Lucarelli, il rivoluzionario che voleva andarsene sull’isola della regina ma ha preferito restare tra i triglioni e rispondere a Spinelli con i fatti: due partite, due gol. Parliamone.
Il football è bello per questo, al di là dei sindaci che hanno vissuto un sabato tremendo, chiusi in casa, al domicilio coatto mentre là fuori giocavano a pallone in serie B. Il football è bello perché da domani si rigioca in Champions league e giovedì anche in coppa Uefa, insomma siamo tornati davvero tutti dalle vacanze. Oggi, dopo gli stadi, si riaprono anche le scuole.