Lucarelli, esordio e gol «Lo sognavo da bimbo»

Il livornese ha segnato la rete del pari azzurro. «Il mondiale? Non so. Se vado, che goduria»

Col cuore si vince e, quando non si ottiene il massimo, si fa comunque bella figura. «Questa Italia ha un cuore e mi ha commosso l’abbraccio dei giocatori dopo il gol di Cristiano», le parole soddisfatte del ct Marcello Lippi dopo l’1-1 degli azzurri a Toronto contro la Serbia-Montenegro. Un pareggio che l’Italia 2 o 3, quella che in tanti considerano l’Italia dei rincalzi, ha fortemente voluto e meritato; una formazione modesta nei nomi, ma generosa nella voglia di un po’ di calcio semplice ma divertente. Un’Italietta che, in dieci per l’espulsione di un nervoso Blasi dopo appena mezz’ora, è uscita dallo Sky Dome di Toronto a testa alta, tra gli applausi dei nostri connazionali.
Insieme al risultato positivo, anche indicazioni utili in prospettiva mondiale: Grosso, un autentico leader, che nella ripresa ha cambiato il volto della squadra; Iaquinta combattivo e produttivo. Ma soprattutto quel Cristiano Lucarelli che, a trent’anni suonati, ha realizzato il sogno di una vita: «Esordire in nazionale e fare anche gol, il sogno di quand’ero bambino si è realizzato», ha dichiarato il livornese ubriaco di felicità. La dimostrazione, se ancora ce ne fosse bisogno, di come la classe operaia va in paradiso e il compagno Lucarelli ne è l’esempio eclatante perché lui del Cipputi non ha solo la grinta e la modestia, ma anche la rabbia e la determinazione di chi sa quello che vuole.
«Il mi babbo lavora ancora in fabbrica e a casa porta mille euro al mese: i soldi ’un sò mai stati un problema», dice con l’accento livornese che lo segue ovunque, anche nella trionfale serata di Toronto, per spiegare per l’ennesima volta la scelta di rinunciare al famoso miliardo di ingaggio offerto dal Torino. «Un anno così non capita neanche in un romanzo: prima della partita non ho dormito per il fuso, dopo non sono riuscito a prendere sonno per la felicità che avevo dentro». Un breve momento di sentimentalismo, poi riesplode in lui il dissacratore livornese: «Il fatto è che ho sempre saputo che dopo la tempesta, e nella mia carriera ne ho vista tanta, viene il sole. Ma so anche che dopo il sole può tornare la tempesta. Così ora al mondiale un pensierino lo faccio, però con un vantaggio: se non vado fa nulla, ma se succede sai che goduria...».
Ma questo gol l’ha proprio sconvolto: «Nove mesi fa non avrei scommesso un euro di star qui, ora è diventato un romanzo. Dedico il gol a Livorno e a chi mi è stato vicino nei momenti brutti: mia moglie, il mi fratello, la mamma e poi babbo. E ora spero che Lippi mi lasci fare una passeggiata di un paio d’ore a New York, una città che ho visto solo nei film anche se, dall’alto della mia terza media, l’inglese non lo mastico proprio. Ma devo comprare ai miei bimbi i giochi degli incredibili e, per un amico, un paio di guantoni da boxe».
E da Livorno gli arriva subito la gioia di mamma Franca: «Spero che da livornese sia contento anche il presidente Ciampi, io comunque sono felicissima e gli ho subito inviato un messaggio per dirgli che sono orgogliosa di lui. Abbiamo visto la partita tutti insieme in famiglia, mi sono commossa perché so quanto Cristiano teneva a questa convocazione. Forse per la prima volta ha realizzato un suo sogno senza fare troppe rinunce, ma guadagnandosi sul campo questo premio. Ora spero che possa fare un po’ di shopping a New York e compri un regalo anche per me». E domani l’Italia replica proprio al Giant Stadium di New York (ore 21, diretta Raiuno) contro il pimpante Ecuador che insegue un posto ai mondiali 2006.