A Lucca la Cdl rimanda la vittoria

Il candidato del centrodestra Favilla: difendiamoci dallo strapotere dei Ds in Regione. Sarà ballottaggio

da Lucca

Nella rossa Toscana, la sfida più agguerrita è stata a Lucca, ultima roccaforte del centrodestra, da sempre democristiana e da un decennio filoberlusconiana. Qui gli elettori hanno confermato che la città rimane un’isola azzurra in un mare di rosso. Ha vinto, anche se non stravinto, Mauro Favilla, candidato della Cdl. Il quale ha sfiorato, ma non raggiunto, il 50 per cento. Ci sarà quindi il ballottaggio. I lucchesi sono andati al voto con un commissario straordinario in municipio. Dovevano scegliere il successore di Pietro Fazzi, ex fedelissimo di Marcello Pera, che si è però presentato come capolista di una lista civica guidata da Marco Brancoli Pantera, con in realtà poche possibilità di vittoria finale. Facile pensare che il quasi 4% conquistato ieri potrebbe aggiungersi poi alla lista di Favilla.
Andrea Tagliasacchi, ex presidente della Provincia, scelto dalle primarie dell’Unione nel febbraio scorso per strappare la città al Polo non ce l’ha fatta al primo turno e s’è assestato su un 43% delle preferenze. Il candidato della sinistra è stato percepito come la longa manus del potere della Regione, rossa ed invisa. Favilla è stato invece scelto personalmente da Silvio Berlusconi. Un candidato forte, fortissimo. Già sindaco, senatore della Repubblica, 73 anni, Favilla ha guidato la città dal 1972 al 1984. Poi, abbandonata la politica attiva, si era dedicato al suo lavoro di commercialista. In campagna elettorale, il suo slogan è stato «difendere le caratteristiche della nostra terra, messe a rischio, con le elezioni amministrative, da Regione e Ds, che pretendono di ridimensionare Lucca, omologandola al resto della Toscana». Un richiamo al campanile che l’ha premiato. Da registrare, anche, che qui s’è sgretolata l’alleanza della Rosa nel pugno. Marco Pannella e Emma Bonino, infatti, hanno invitato i propri elettori a scegliere il candidato del centrodestra, suscitando le ire dello Sdi. Ai socialisti proprio non è andata giù, tanto che avevano gridato «davvero un bell’esempio di coerenza e responsabilità politica. La cosa non ci stupisce più di tanto, perché rappresenta l’ultima di una lunga serie di ubriacanti sbandate della “banda Pannella”».