Lucciola col cranio sfondato: conosceva il killer

ITALIANA DI 55 ANNI I vigili del fuoco l’hanno trovata distesa sotto al letto matrimoniale, in una pozza di sangue La polizia avrebbe trovato l’arma del delitto

Ha tentato in tutti i modi di sfuggire alla violenza del suo assassino. Forse ha cercato riparo sotto al letto, ma il colpo sferrato con un’arma contundente alla testa gli è stato fatale. È morta in pochi minuti Laura Zambani, la prostituta di 55 anni uccisa martedì sera nel suo piccolo appartamento in via Squillace allo Statuario, Tuscolano.
I vigili del fuoco l’hanno trovata distesa sotto al letto matrimoniale, in un lago di sangue. Ad avvertirli era stata la figlia, cresciuta dalla Zambani senza il padre. Pochi minuti prima la giovane era stata contattata da un amico della madre. «Non ho notizie di Laura da alcune ore, al telefono non risponde, sono preoccupato», le aveva detto.
Il corpo della donna era sotto al letto, dove probabilmente si era infilata per sfuggire ai colpi del killer: completamente vestita, in una pozza di sangue e la ferita alla testa. Poco lontano un sacchetto di plastica. Gli uomini della Mobile, diretti da Vittorio Rizzi, hanno effettuato un sopralluogo nell’abitazione. Sono stati effettuati i primi rilievi per tentare di individuare tracce dell’autore del delitto, qualche segno indelebile del suo passaggio. La polizia ha effettuato anche ricerche intorno all’abitazione per tentare di individuare l’arma con cui l’assassino ha ucciso la donna. E in serata è stato trovato un tubo di ferro, forse di tipo idraulico e sporco di sangue in un cassonetto nei pressi dell’abitazione. Potrebbe essere quella l’arma del delitto.
Per gli inquirenti la donna ha aperto la porta al suo assassino. Probabilmente lo conosceva, forse una persona di cui si fidava anche se non si esclude che possa essere qualcuno legato al suo lavoro, un cliente. Gli investigatori tendono a supporre che si è trattato di un delitto d’impeto mentre sembra da escludere che la donna sia morta a causa di un gioco erotico finito male, come si era ipotizzato in un primo momento. Resta ancora da accertare se la vittima conoscesse il suo assassino ma non si esclude che l’omicida sia legato alla sua professione.
In queste ore si scava anche nella vita privata della donna. Si tentano di ricostruire le sue ultime ore di vita. L’uomo che ha avvertito la figlia martedì ha tentato a più riprese di mettersi in contatto con la donna ma il suo telefono squillava a vuoto. Intorno alle 22 la decisione di avvertire le forze dell’ordine, dopo pochi minuti l’irruzione nell’appartamento in uno stabile di due piani e la drammatica scoperta.
Gli investigatori della squadra mobile indagano a 360 gradi e ieri hanno effettuato un nuovo sopralluogo nell’abitazione della donna per fare accertamenti con il luminol. Sono state analizzate le macchie di sangue per trovare qualche impronta digitale lasciata dall’assassino. La Procura ha aperto un’inchiesta per omicidio volontario.