Le lucciole accendono la polemica

(...) osservando che la prossima volta scenderanno in piazza anche «pedofili e ladri d’auto». Silenzio quasi assordante lì per lì. Qualcuno si è reso conto. Nicolò Scialfa, vice presidente del consiglio comunale, in quota Rifondazione, ha decisamente accusato l’assessore che ha fatto quella che lui si augura «essere stata solo una battuta infelice» peraltro mai corretta né smentita. Scialfa non accetta l’equazione prostitute-pedofili, anche perché «le prime sono vittime, i secondi commettono i peggiori crimini». E non risparmia i toni duri: «Non è accettabile ascoltare simili parole da un uomo delle istituzioni. Non voglio dire frasi a effetto, parlare di crisi di giunta, ma siamo di fronte a una pessima figura cui va posto rimedio».
Ne è convinto anche il senatore Enrico Musso, che più che chiedere dimissioni strumentali «invita l’assessore Scidone a trovare il modo per correggersi, ammettere la gaffe e scusarsi». Parla a ragion veduta, Musso. Proprio lui che in campagna elettorale aveva proposto una sorta di cittadella a luci rosse sul modello nordico, ed era stato ricoperto di strali e di accuse di maschilismo, insensibilità, becerume. Nulla di tutto ciò accade oggi. «Mi sembra uno dei classici casi in cui la sinistra, anche quando cerca di far bene, non riesce a tener a bada tutte le sue diverse anime - osserva Musso - In effetti il punto di partenza, l’esigenza di porre rimedio al degrado e agli eccessi, di dare ordine e decoro ad aree densamente popolate, non sarebbe sbagliato. Ma proprio la mia proposta andava in questo senso».
Ma se nei fatti molte volte la sinistra ha assunto decisioni al limite della repressione, a parole ha sempre mantenuto posizioni politically correct. Mentre l’ex assessore Bruno Gabrielli sbarrava i vicoli del centro storico con i cancelli, la sinistra ufficialmente negava i problemi della sicurezza e difendeva l’immigrazione clandestina che aveva preso possesso dei vicoli. Ai giorni nostri, mentre la sindaco Marta Vincenzi sbandierava la «città dei diritti» e la offriva come patria dei rom perseguitati dal razzismo di mezza Italia, a Tursi veniva allontanato il nostro collega Filippo Larganà colpevole di essere seduto sui gradini del Municipio e per questo di «assomigliare» a un rom che chiedeva l’elemosina, rovinando il decoro della città. Ora che del problema dell’immagine offerta da Genova si sono accorti anche altri quotidiani che hanno ripercorso le nostre iniziative, arrivano le parole dell’assessore Scidone. Oltre ai fatti, la sinistra ora si lascia scappare anche qualche parola. Ma l’importante è non dirlo. L’esempio ne è Rifondazione, che da due giorni rilancia comunicati contro le iniziative della giunta ma non dice nulla sulle esternazioni di Scidone. Pardon, Scialfa lo ha fatto, ma personalmente. E non lo si può arruolare alla bisogna, così come ieri non lo avevamo arruolato negli intellettuali e nei «benpensanti» silenti. Categorie che gli apparterrebbero, se fossero senza virgolette.