Lucciole, la polizia scopre il covo e loro traslocano

Come si dice, gli affari sono affari. Così, dopo che il «covo» di lucciole era stato scoperto dalle forze dell’ordine, loro si sono date da fare per trovarne in fretta un altro. E, da un giorno all’altro, un gruppo di prostitute nordafricane che «operavano» in appartamento, aveva deciso di spostare l’attività, anche se non di molto. Anzi: in un luogo talmente vicino al precedente che la polizia non solo le ha rintracciate in un baleno, ma ha anche denunciato la loro maîtresse. È stato proprio in seguito al servizio di prevenzione e controllo condotto dagli investigatori del commissariato Garibaldi-Venezia che nei giorni scorsi sono stati posti sotto sequestro preventivo tre appartamenti, adibiti ad alcove clandestine e posto sotto sequestro penale un altro appartamento dove alloggiavano tre marocchini risultati, in seguito a casuali controlli seguiti a quelli anti prostituzione, privi di permesso di soggiorno. «L’attività della polizia, è stato spiegato ieri mattina in questura - rappresenta lo sviluppo di una precedente operazione, condotta lo scorso 20 giugno, quando venne posto sotto sequestro penale un appartamento di via Tadino 47 (in zona Buenos Aires-stazione Centrale) utilizzato da sette donne di origine marocchina per la consumazione di rapporti sessuali a pagamento». Nei giorni successivi all’operazione di via Tadino, gli investigatori del commissariato avevano notato però che, l’attività delle prostitute non era cessata: il gruppetto di lucciole maghrebine, infatti, aveva semplicemente cambiato indirizzo, spostandosi in via Napo Torriani 22, praticamente a poche centinaia di metri dal precedente indirizzo. Sei le persone accompagnate in questura per essere identificate, sia clienti che prostitute, delle quali quattro sono state indagate in stato di libertà perché senza documenti. Tra di loro una delle due prostitute è stata indagata per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione e per aver favorito la permanenza di stranieri irregolari sul territorio: la maîtresse chiedeva infatti alla propria inquilina - marocchina e irregolare esattamente come lo è lei - dieci euro per ogni prestazione effettuata. Sempre all’interno dello stesso stabile, infine, è stato sottoposto a sequestro penale un altro appartamento: vi alloggiavano tre immigrati marocchini senza permesso di soggiorno. Mentre i controlli della polizia continuano pare siano davvero in crescita in città gli appartamenti che vengono affittati e poi utilizzati dalle straniere, ormai di ogni nazionalità e apparentemente al di sopra di ogni sospetto, per prostituirsi. Proprio in una casa privata, qualche mese fa, gli investigatori della squadra mobile avevano trovato il cadavere di una lucciola cinese, uccisa da un altro straniero.