Dalla luce al nero Così si trasforma la donna di classe

«Una donna vestita di luce, la hostess ideale per uno shuttle nello spazio» dice Roberto Cavalli poco prima di far sfilare la sua fantasmagorica collezione per il prossimo inverno. L'irresistibile stilista fiorentino riesce a trasportare lo splendore barbarico in una specie di futuro che a dire il vero è già qui oppure sta tornando. L'idea di moda sta nel contrasto tra fluido e rigido: corazze metalliche sotto a evanescenti abiti di mousseline oppure giacche maschili sopra allo stesso tipo di vestito svolazzante. Tutto è come retroilluminato. Bagliori metallici traspaiono dalle stoffe che ricoprono perfino i gioielli per addolcire quelle lame di luce sulla selvaggia bellezza delle stampe. C'è una vera e propria antologia dei celebri motivi animalier di Cavalli in fusione a caldo sui toni austeri che vanno dal cioccolato al nero passando per asfalto, antracite, corteccia, mosto e bordeaux.
Ma la cosa più bella sono degli indumenti geneticamente modificati tra le corazze medioevali e l'involucro di un sensualissimo robot: tute in organza di seta stretch interamente ricamate di paillette metalliche e cristalli color oro, argento, rame e titanio. «Son capi difficilissimi da fare: ero convinta che non li avrebbero finiti in tempo per la sfilata» spiega Eva Cavalli, mentre suo marito mostra una giacca in piume di fagiano reale che, nella sua sublime leggerezza, ha tutto il peso di un lusso sfrenato. Completano questa immagine futuribile e al tempo stesso ancestrale le sciarpe decorate da catene e piume, gli spettacolari bijoux e i preziosi mocassini in coccodrillo, pitone o cuoio con tacchi molto alti di corno e le infilature metalliche nella suola. Resta da capire quanto costerà questo stupefacente prodotto al pubblico, ma Cavalli ha ragione quando dice di avere in mano una tecnica di alto artigianato che è la sua vera cifra stilistica, il miglior biglietto da visita della griffe.
«Ci vuole un bel coraggio» dice Armani subito dopo una sfilata Emporio che nella stagione del colore propone il tutto nero di un suggestivo guardaroba da spia internazionale. «Volevo un'atmosfera charmant, non un vecchio film tipo Delitto sul Nilo - dice .- Poi mi sono guardato intorno e ho visto che le ragazze oggi sono prevalentemente vestite di nero. Sulle giovani il nero non è mai funereo e in ogni caso dipende da come lo usi». Nel suo caso il colore dello Stige, fiume dell'inferno, diventa un paradiso per prendere forme e proporzioni in giro per il mondo senza che nessuno possa parlare di etnico. La corta gonnellina sui pantaloni alla turca diventa «una cosa in cui ficcare le mani», mentre i gambali di pelle abbinati anche agli abiti da sera danno un carattere forte e un tocco di sex appeal: il lampo di pelle nuda alla caviglia di una donna copertissima e misteriosa.
Anche nella collezione di Raf Simons per Jil Sander c'è una forte presenza di nero soprattutto nei pantaloni con la staffa infilata nella scarpa come si faceva con i modelli da sci negli anni Cinquanta. Con i pullover multi color dotati di cappuccio sono perfetti, ma poi cominciano abiti e cappotti con quelle forme boxy oppure a uovo consegnate al mito da Balenciaga inteso come Cristobal e rilanciate da Marni, Prada e Olivier Theyskiens. Insomma alcuni pezzi sono bellissimi, altri molto difficili, ma il vero problema è capire dove sta andando a parare questo giovane creatore che ha dato prova più volte di genialità. Succede lo stesso con Lorella Signorino che lancia la collezione Atelier più adulta e matura del vecchio marchio Love Sex & Money. Molti capi sono stupendi dal gilet in visone, stampa animalier, frange chilometriche e spettacolare ricamo in metallo dorato più cristalli a semplici abiti in chiffon stampato. Ma non si capisce chi sia questa donna e perché dovrebbe mettersi degli stivali da cui spuntano inquietanti ciuffi di pelo. Strepitoso, in compenso, il paltò giallo oro ricamato in nero e bordato di pelliccia effetto scimmia.