Per Luchetti dieci minuti di battimani

da Cannes

Un’ottima accoglienza, con tanti minuti, quasi dieci, di applausi per il film di Daniele Luchetti Mio fratello è figlio unico, in concorso domenica sera al Festival nella sezione un certain regard. «Sono veramente molto soddisfatto e anche molto emozionato per questa accoglienza - ha detto Luchetti all’uscita del palazzo del cinema - devo dire che il film ha avuto forse un’accoglienza perfino più calorosa che in Italia e i dubbi che questa storia, così italiana sull’epoca della nascita degli anni di piombo non venisse capita sono stati fugati». Poi il regista, con i protagonisti Elio Germano e Riccardo Scamarcio hanno raggiunto il party in loro onore sulla spiaggia di fronte all’hotel Carlton.
Anche Ermanno Olmi ha commentato con soddisfazione l’accoglienza della stampa estera per il suo Centochiodi passa ieri nella sezione Omaggio per il sessantesimo anniversario del Festival: «All’estero c’è maggiore libertà e meno pregiudizi. In Italia l’obbligo di coabitazione con il Vaticano crea sempre un certo imbarazzo». Anche se il regista tiene a dire che «gli attacchi al film non sono venuti tanto dalla Chiesa ma da uomini che praticano la cultura a cui non è piaciuto il fatto che io abbia trafitto dei libri con dei chiodi».
Ovviamente meno caloroso il benvenuto al Ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, in visita a Cannes in occasione della giornata italiana. Rutelli non si sottrae al dibattito sull’assenza di film italiani in concorso: «È certamente un dispiacere, ma non credo che sia giusto considerare in questo modo le cose, visto che comunque la nostra presenza è forte, che i due film selezionati appartengono, e lo dico con orgoglio, a quelli prodotti con il sostegno dello Stato».