LUCHINO VISCONTI Dietro le quinte delle sue opere alla Scala

È deciso la mostra su «Luchino Visconti alla Scala» si farà, da marzo a settembre. Resta solo l'attesa per qualche sponsor in più. L'anima di questa mostra è la nipote del grande regista: Cristina Gastel che, con alcuni fedelissimi sta portando avanti «il progetto di questa mostra che - spiega - vuole documentare fino a sfiorare l'ambizione della rappresentazione», l'opera del genio viscontiano nel teatro milanese e sottolineare l'amore che l'artista provò per la sua città natale, come egli stesso ebbe modo di dire: «Il grande apporto che la mia terra e Milano hanno offerto alla mia formazione spirituale, alla mia esistenza al lavoro».
«Luchino Visconti alla Scala» parte dal ricordo del rapporto speciale tra il casato Visconti e la Scala, accompagnando lo sguardo del visitatore dall'intimità e complicità delle quinte fino al palcoscenico. La struttura del percorso viscontiano proporrà: «I Visconti alla Scala nell'800» e subito dopo «La famiglia di Luchino» dove il visitatore verrà introdotto in “quel” mondo poetico poi trasfigurato nel mondo teatrale Visconti, rappresentato dalle immagini delle abitazioni e dei luoghi legati alla sua memoria: Castello di Grazzano Visconti, Villa Erba a Cernobbio, la Casa di via Salaria a Roma, villa Olmo a Como.
Nella vera e propria esposizione ci saranno poi i costumi, i figurini, ma soprattutto verranno proiettati filmati appositamente realizzati per riproporre i capolavori messi in scena da Visconti alla Scala. Tramite procedimenti digitali di rielaborazione di filmati e foto, saranno ricostruite in video le varie fasi degli atti di ogni opera allestita sincronizzandoli con i sonori originali. Ciò consentirà al visitatore di assistere quasi per intero a quelle storiche rappresentazioni. Spiega ancora Cristina Gastel: «Durante la conferenza stampa che annunciava il progetto, l'assessore alla Cultura, Vittorio Sgarbi ha perorato la nostra causa illustrando la figura dello zio Luchino, dilungandosi sull'importanza storica del suo operato alla Scala. Con dovizia di parole, ha fatto notare l'eleganza e la raffinatezza con cui Visconti si è messo al servizio di Bellini, Donizetti, Verdi, del suo gusto per il particolare, la sua fedeltà ai soggetti, alle epoche, alla ricerca storica sempre nel pieno rispetto dei musicisti. Si è anche offerto di fare da tramite per l'acquisizione di altri sponsor». Al progetto iniziale su Visconti, Vittorio Sgarbi, accomunerebbe volentieri, uno mostra fatta con intelligenza sulla grande collaboratrice di Visconti: Maria Callas nel trentesimo anniversario della sua morte. Com'è nata l'idea della mostra? «Innanzitutto per l'ammirazione che ho sempre nutrito per lo zio Luchino Visconti e per evitare che altri l'allestissero senza l'amore ed il rispetto dovuto ad un grande della regia. Sì perchè se Luchino Visconti per nascita era duca, nelle regie era sicuramente un principe». Ci saranno foto, litografie, stampe, caricature d'epoca, lettere e manifesti delle opere allestite dagli antenati di Luchino, che si occuparono della gestione del teatro tra l'800 e il 900.
«Io e i miei collaboratori, compresi i miei figli Elisabetta e Matteo prosegue Cristina Gastel - abbiamo voluto dar vita ad una mostra che stia tra tradizione e multimedialità con lo scopo di raccontare Visconti alla Scala (e non solo) cercando di riproporre l'emozione provocata da i suoi spettacoli, alcuni dei quali duramente contestati dalla critica di allora e che oggi sono invece un sicuro riferimento d'arte per le generazioni a venire».