Luci dalla Bovisa, amarcord in bianco e nero

Celebrare un quartiere di Milano, la sua crescita, la sua trasformazione da insieme di piccole imprese produttive ad un nuovo scenario di tecnologia e di cultura. Ma è un mutamento avvenuto senza abbandonare la propria anima, la propria gente, il calore della vita vissuta.
Un attimo di stacco dalla frenesia cittadina dunque, per entrare nel quartiere Bovisa e conoscere il suo «come eravamo» attraverso gli scatti dell’autore Marco Ravezzani esposti nella scuola elementare di viale Bodio 22, uno degli storici edifici della zona, grazie alla quale ricevettero la loro prima istruzione intere generazioni di abitanti in questo tassello di metropoli.
La mostra Luci dalla Bovisa, patrocinata dall'assessorato al Turismo, Marketing Territoriale, Identità del comune di Milano e realizzata dalla Associazione Abg, rimarrà aperta al pubblico fino a venerdì (orario 9 - 18, ingresso gratuito).
L’«amarcord» del quartiere Bovisa, che racconta un passato di fabbriche, capannoni di corrieri e botteghe artigianali inserite fra i bassi profili di case e le sagome dei gasometri, è mutato in pochi decenni e ha visto sbocciare le moderne architetture del Politecnico del Design e della Triennale Bovisa. Da sempre legato al quartiere, così commenta l'assessore Orsatti: «Questa manifestazione è l’omaggio ad uno dei quartieri più significativi di Milano, e che più amo visto che qui vivo e sono cresciuto. La Bovisa - continua l'assessore - ha saputo mantenere una propria identità anche se spazi, luoghi e tempi della città ne hanno cambiato l'aspetto ma di certo non l'essenza, che qui si può trovare ancora autentica, nelle sue strade e nella sua popolazione».
Luci dalla Bovisa
Scuola elementare di viale Bodio 22
Fino a venerdì
Orario: ore 9 - 18
ingresso gratuito