«Luci e ombre»; fotografi allo Spazio Taccori

Quattro aristi, professionisti e no, nella galleria no-profit di Brera

Lo spazio d'arte no profit di Ivano Taccori presenta a Milano una collettiva di quattro fotografi, professionisti e non, amanti della scatola magica che trasforma la realtà in soggetti capaci di regalare emozioni. Il titolo della mostra, «Luci e Ombre», significa bianco e nero, purezza e trasgressione, colore e introspezione. Riprendendo la famosa frase di Newton: "Il desiderio di scoprire,la voglia di emozionare, il gusto di catturare, tre concetti che riassumono l'arte della fotografia." Newton, inserito all'interno del panorama dei maggiori fotografi dei nostri tempi, il più chiacchierato tra i fotografi di moda, racchiude in un'unica frase il grande significato dell'arte dello scatto.
La realizzazione di un'immagine può sembrare alla portata di tutti: ciascuno di noi è in possesso di un apparecchio attraverso il quale descrivere momenti, ricordi, dettagli. ...ma ci stiamo imbattendo in quella che si definisce fotografia amatoriale. E' la "sensibilità dell'occhio" che rende un'immagine un'opera d'arte. Il vero fotografo è il professionista che riesce a cogliere un determinato particolare e renderlo unico. La sfida di Ivano Taccori per la nuova mostra nel suo prestigioso Spazio è una collettiva di quattro fotografi, professionisti e non, amanti della scatola magica che trasforma la realtà in soggetti capaci di regalare emozioni.
Luci e Ombre significa bianco e nero, purezza e trasgressione, colore introspezione, tutte caratteristiche che si evidenziano osservando le opere di questi artisti.
Francesca Partesi, classe 1981, lavora tra Milano e Malindi, Kenya, dove ha partecipato alla Biennale nel Dicembre del 2006 e Gennaio 2009. Porta in mostra PVC di grandi dimensioni con fotografie realizzate al MoMa di New York e Malindi. Le opere realizzate a New York rappresentano un gioco d'interazione tra l'artista in mostra e l'osservatore.
Sono fotografie ricche di sfumature e contorni.
Mario Pietro Luras, è l'alias dietro cui si nasconde un enigmatico autore di scatti caratterizzati da un'espressività intensa e ricca di dettagli che inquietano e attraggono allo stesso tempo. I ritratti di Luras sembrano essersi impossessati dell'anima dei soggetti ripresi, anima che mostrano nuda a chi li osserva. Luras percorre tutte le imperfezioni dei volti ed usa la luce, esclusivamente naturale, per esaltare ora la femminilità di una donna, ora l'innocenza di un viso infantile, ora gli inevitabili segni del tempo.
Masiar Pasquali, fotografo italo-iraniano presenta un progetto intitolato "Reflections of life", una serie di scatti realizzati a Milano. Masiar espone una riflessione sull'alienazione della società moderna, fatta di persone che si incontrano, ma che non si guardano dentro poichè troppo stressate, annoiate dai problemi della vita quotidiana. Il riflesso del vetro di un tram, di un autobus funge da specchio per queste anime che incrociando lo sguardo nello stesso istante condividono un pezzo della loro vita.
Andrea Simoncini, fotografo-designer cresciuto tra l'Italia e l'Inghilterra è la figura più trasgressiva della mostra. Le sue fotografie sono esaltazioni erotiche e nudi artistici. Qui la definizione di "Luci e Ombre" sta nella luminosità dei colori ,nelle contraddizioni e inquietudini dell'universo femminile. Punk ladies disegnate da tatuaggi e piercing mostrano in primo piano gli strumenti necessari per affrontare una normale, quotidiana faccenda domestica,nudi still life sembrano provenire dalla cartellonistica pubblicitaria delle pin up anni '50. Interessante l'associazione noir (la modella Alyce Noir) con dettagli di natura morta che pare presa da quadri fiamminghi. La mostra è a cura di Caterina Fiocchi.