Luci del «mago» olandese per far ricrescere l’erba sul terreno del «Ferraris»

Durante il derby qualcuno l’aveva definito «la palude», con la palla che affondava nel fango dell'area, un settore centrale a dir poco disastroso e fasce laterali dove l'erba è solo un ricordo. Ora, 100 anni dopo la sua inaugurazione, il problematico campo del Ferraris intravede una speranza. A fornirla è l'olandese Nico van Vuuren, manager di Sgl, società specializzata in lampade per la cura del terreno, un sistema che permette di illuminare artificialmente il prato e di monitorarne costantemente le condizioni. «La mia garanzia è semplice: se non funziona riprendiamo i materiali e rimborsiamo. Ma non ho mai dovuto farlo» spiega durante la presentazione. E i risultati lo confermano: Arsenal, Manchester United, Barcellona, Real Madrid sono solo alcuni dei suoi clienti, per un sistema che garantisce una densità dell'erba del 95%-100% sia a stadi capolavoro come l'Allianz Arena di Monaco, sia alle realtà più difficili. «Il Ferraris è certamente una di queste - racconta l'agronomo Ettore Zauli - Il microclima invernale, la poca esposizione alla luce, il ricambio d'aria insufficiente, la mancanza di un impianto di riscaldamento unite al grande stress dovuto agli eventi sportivi di 2 squadre hanno prodotto i risultati che conosciamo, sfavorendo soprattutto la parte sud-ovest del campo. Questa è la soluzione definitiva». Per ora si tratta di un'ipotesi allo studio per la prossima stagione. Testata gratuitamente con 4 lampade di dimensioni ridotte su una piccola porzione di terreno, la differenza risulta evidente: un manto perfetto circondato da un panorama lunare di buche e sabbia. E i vantaggi non sarebbero solo nell'immagine e nella qualità di gioco, ma anche economici: meno infortuni penalizzanti e manutenzione, riducendo le attuali 4 rizollature annuali a 1. Ma ad emergere sono anche le perplessità: prima di tutto il costo dell'operazione, di cui non si ha ancora una stima precisa, quindi la logistica. Se anche si decidesse di procedere, la struttura al momento non riuscirebbe ad introdurre l'ingombrante materiale né saprebbe dove riporlo durante le partite. «Una soluzione si trova sempre - scherza van Vuuren -. Lo stadio del Chelsea presentava le stesse condizioni. Allora il patron Abramovich mi disse: “Nessun problema, useremo gli elicotteri”».