Luci a Milano: il Natale si illumina di design

Un festival della luce accende la metropoli: <strong><a href="/fotogallery/luci_milano_natale_si_illumina/luminarie-milano-natale/id=1617-foto=1-slideshow=0">guarda la gallery</a></strong>. Giovani talenti e grandi
designer trasformano Milano in un palcoscenico a cielo aperto
attraverso allestimenti, proiezioni, installazioni luminose d’arte

Milano - Un festival della luce accende la metropoli. Giovani talenti e grandi designer trasformano Milano in un palcoscenico a cielo aperto attraverso allestimenti, proiezioni, installazioni luminose d’arte e design (guarda la gallery). Oltre quaranta opere di luce per un circuito espositivo che coinvolgerà la città a 360 gradi in un grande evento diffuso – dal 6 dicembre al prossimo 10 gennaio - per arredare e decorare di luce i luoghi pubblici open air della metropoli - vie, piazze, parchi e monumenti - tra sostenibilità ambientale, risparmio energetico, creatività e innovazione.

Una città illuminata I giovani talenti delle più importanti Scuole e Accademie della metropoli, creativi emergenti e i grandi designer più affermati della scena contemporanea - Michele De Lucchi, Italo Rota, Paolo Rizzatto, Mario Nanni, Paul Cocksedge, Alain Guilhot, Gilbert Moity, Patricia Urquiola - trasformano la città in un palcoscenico di luce a cielo aperto attraverso installazioni scenografiche di design, video proiezioni, allestimenti luminosi d’ arte contemporanea. E l’intera metropoli si accende per ospitare il Festival illuminando, dal centro alla periferia, le vie della città, i viali alberati, le piazze, i monumenti storici. Un allestimento luminoso a 360 gradi come nelle light cities europee. Led è un progetto promosso da Maurizio Cadeo, assessore al Decoro urbano del Comune di Milano, a cura di Beatrice Mosca e Marco Amato. "Un appuntamento inedito che vede coinvolti tutti i soggetti rappresentativi del mondo del design – dichiara Cadeo (nella foto) - in un modello Milano capace di fare sistema: dai giovani talenti ai più noti designer italiani e stranieri; dal mondo della formazione a quello economico-produttivo. Un progetto capace di promuovere l’immagine di Milano nel mondo, non solo in termini di visibilità, ma anche di internazionalità, cultura, solidarietà e sostenibilità ambientale".

Il percorso di luce Michele De Lucchi, mago dell’eleganza e figura di riferimento del design contemporaneo, mette sul tetto della Triennale le guglie luminose del Duomo, forme appuntite come le idee dei milanesi che guardano al futuro, alle innovazioni, al bisogno di pensieri profondi e acuminati; Italo Rota, tra i più affascinanti ed eclettici architetti, creatore di scenari e atmosfere magiche, reinterpreta i portici dell’Arengario con il disegno di vere e proprie "strutture di luce", complementi luminosi che generano rifrazioni specchianti. Paolo Rizzatto, firma d’eccezione di capolavori di lighting design, "sospende" nel cielo come un’apparizione gigantesca la lampada Titania, un’icona del design, creando nuove relazioni tra architetture e piazze quasi segrete del centro di Milano. E ancora: Mario Nanni, responsabile del pensiero progettuale di Viabizzuno, trasforma la Scala, Il teatro dell’opera più famoso del mondo, in un palcoscenico urbano su cui la luce racconta l’architettura, la svela e la trasforma.

Un appuntamento internazionale Designer e architetti italiani. Ma non solo. Anche rinomati esponenti della scena mondiale, tra cui spicca il giovane talento britannico Paul Cocksedge, voce internazionale d’avanguardia nel light design, realizza un’installazione luminosa ispirandosi all’antica tradizione europea del bacio sotto il vischio: a ogni bacio sotto la volta della Galleria corrisponde un euro in beneficienza all’associazione umanitaria Cesvi, mentre una sequenza di luci si attiva nella calotta creando una magica scenografia. Un contatore automatico registrerà ogni bacio con l’obiettivo di raggiungere a gennaio 100mila baci per contribuire a salvare dalla fame 16 mila bambini in Uganda. Tra i light designer francesi, due grandi presenze: Alain Guilhot, maitre de lumiere che interpreta con la luce i più grandi monumenti nel mondo, dalle Petronas Towers a Kuala Lumpur alla torre Eiffel parigina, illumina la Stazione Centrale con una vera e propria scrittura di luce che ne svela le forme e i movimenti in un sottile gioco di luci e ombre, esaltandone l’architettura; e Gilbert Moity, autore di installazioni luminose di grande fascino, colui che ha vestito di luce l’Arco della Défense e la piramide del Louvre, diffonde settantacinque cerchi blu sul grattacielo di piazza Diaz, quasi un romanzo silenzioso fatto di gocce d’acqua, bolle di ossigeno o particelle urbane.

Tra luci e ombre Un nome femminile di spicco, infine, Patricia Urquiola: spagnola di nascita ma milanese d’adozione, la donna più corteggiata dall'industria del design mondiale, realizza un’installazione attraverso cui pieni e vuoti, luci e ombre, chiari e scuri invadono il cielo di Corso Vittorio Emanuele, creando una macro struttura luminosa con cui il pubblico interagisce in prima persona. Faro e lanterna per la città prende luce infine con un progetto speciale la Torre Branca, attraverso una combinazione di luci e colori. Un viaggio nella luce dove le note musicali accendono di colori differenti alberi e colonne per condurre i visitatori lungo la via Feel the light che da via Palestro porta all’Istituto dei Ciechi di via Vivaio, segnando la strada con scritte luminose in braille. Un percorso lungo il quale "pedalare" sulle bike lamps, per giungere al ponte del Naviglio Grande dove i visitatori possono illuminare l’acqua, giocando con le tonalità e le sfumature. E ancora, coccinelle di luce posate sui rami degli alberi, fiori e fontane di luce, giardini di ciliegi con insolite sedute urbane di luce, strumenti musicali collocati a cielo aperto per suonare e accendere la luce della musica colorando l’architettura urbana, e agli angoli delle strade gli orologi di Milano accesi di colori. E’ l’intera metropoli ad accendersi per ospitare il Festival Internazionale della Luce.

Festeggiare a Milano Dal centro cittadino ai quartieri più decentrati, oltre 80 chilometri di luminarie illuminano le vie di Milano in stile liberty, rievocando in vista dell’Expo 2015 l’Esposizione universale del 1906, attraversano le strade i tram di luce, si decorano piazze, monumenti storici e in omaggio all’Alta Velocità sfrecciano lungo via Vittor Pisani i Frecciarossa di luce.