Lucia Bosè e Montaldo protagonisti nel dramma dell’esordiente Maselli

Gli sbandati costituisce il film d'esordio (nel 1955) di Francesco Maselli. E qui, sull'onda del neorealismo ormai in melanconico declino, l'autore romano - ben coadiuvato dai cosceneggiatori Aggeo Savioli e Prandino Visconti - realizza un ordito narrativo incentrato a metà sui tragici scorci storici dell'Italia del 1943 (8 settembre, guerra partigiana, repressione nazifascista) e a metà sui «tormenti e dolori precoci» anche d'ordine sentimentale di un mal assortito gruppo di giovani borghesi e di soldati sbandati messi traumaticamente di fronte a scelte radicali (la fuga in Svizzera, la lotta contro la tirannide). Un cast azzeccato di attori giovani (Lucia Bosè, Jean Pierre Mocky, Giuliano Montaldo, Ivy Nicholson) e meno giovani (Isa Miranda, Leonardo Botta) e la raggelata fotografia di Gianni Di Venanzo imprimono, nel complesso, al racconto, specie nella parte finale, un tono di partecipe, appassionante verità drammatica. Promuovendo, a pieni voti, sul campo il debuttante «Citto».

GLI SBANDATI - RHV, euro 19,99